Obitorio senza condizionatori a Massa: bare chiuse in anticipo

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MASSA – Caldo soffocante, muffa alle pareti, nessun impianto di climatizzazione e familiari costretti a un addio frettoloso ai propri cari. È quanto emerge dall’obitorio comunale di Massa in queste settimane di afa record.

Secondo le segnalazioni raccolte, più famiglie avrebbero ricevuto la richiesta di procedere alla chiusura anticipata della bara a causa delle alte temperature e degli odori provenienti dai corpi, a qualcuno sarebbe stato chiesto anche se poteva riportarsi a casa la salma . Una situazione definita “non dignitosa” da chi l’ha vissuta, aggravata dall’assenza di spazi adeguati per la veglia dei parenti.

La questione non è solo di decoro, ma di legge.

Il regolamento di polizia mortuaria, DPR n.285/1990, e i regolamenti regionali che lo recepiscono, impongono infatti che gli obitori siano dotati di impianti idonei. Lo standard nazionale è chiaro: gli ambienti destinati al servizio mortuario devono essere dotati di condizionamento ambientale che assicuri “una temperatura interna, estiva e invernale, non superiore a 18 gradi C°, umidità al 60% e ricambio d’aria sufficiente a garantire la salubrità del locale”.

Stesso principio per le strutture per il commiato e le camere ardenti, che devono garantire “temperatura interna invernale ed estiva non superiore a 18ºC e numero minimo di ricambi d’aria per ogni ora: per i locali con presenza di salme”.

Requisiti che, stando a quanto documentato, nell’obitorio comunale di Massa non sarebbero rispettati.

Da qui le domande che rivolgiamo ai Servizi Cimiteriali del Comune e all’assessore con delega ai cimiteri Roberto Acerbo: l’amministrazione è a conoscenza della situazione? Sono stati effettuati sopralluoghi tecnici e verifiche igienico-sanitarie da parte della ASL? Quante segnalazioni sono arrivate nelle ultime settimane?

L’installazione di alcuni condizionatori, intervento dal costo contenuto, basterebbe a riportare i locali nei parametri di legge e a restituire dignità a un luogo che per definizione dovrebbe garantire rispetto e raccoglimento. In attesa di una risposta, resta il disagio delle famiglie massesi.

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Rossana Lazzini
Articoli: 128

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