
Arte russa a Palazzo Cucchiari. Canesi: “Un errore invitarli, sono putiniani”
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CARRARA – Domani ( giovedì 24 settembre alle 16,30) si terrà a Palazzo Cucchiari la presentazione del libro di Sergey Androsov “Scultori e collezionisti russi a Roma nella seconda metà del Settecento”. Andorov, che più volte è stato ospite a Palazzo Cucchiari, è uno storico dell’arte di rilievo internazionale, “in forza” all’Ermitage di Pietroburgo. Con lui, ci saranno la presidente dell’Accademia Aruntica Cristina Andrei e Daria Pushkova, direttrice della Casa Russa di Roma. Il volume, oltre 400 pagine è una disamina a tutto campo dei rapporti tra Italia e Russia che furono particolarmente fecondi durante il Settecento.
Sull’appuntamento di Palazzo Cucchiari interviene il professor Riccardo Canesi, argomentando, in sostanza, che è stato un grave errore promuovere questo evento. Di seguito pubblichiamo il comunicato di Canesi, ma ciò non significa che Prima Pagina Massa Carrara sia d’accordo con le tesi in esso contenute.
“Senza nulla togliere alla professionalità dei due ospiti russi ed all’indiscutibile rigore scientifico dell’illustre Prof. Androsov, ritengo, in questo momento storico, visto il quadro critico delle relazioni internazionali, l’aggressione all’Ucraina della Russia, non a caso sottoposta a sanzioni da parte dell’UE (e quindi anche dell’Italia), un grave errore ed assolutamente inopportuno, in una Citta Medaglia d’Oro al Merito Civile come Carrara, promuovere un evento del genere.
Forse i promotori non lo sanno ma Casa Russa di Roma, secondo inchieste giornalistiche, analisi di sicurezza e il quadro istituzionale europeo, è considerata un veicolo di influenza e promozione della “guerra ibrida” del Cremlino in Italia.
L’istituto svolge le sue attività in stretta collaborazione con l’Ambasciata della Federazione russa ed opera sotto l’egida di Rossotrudnichestvo, l’agenzia federale russa per la CSI, un ente sottoposto a sanzioni dall’Unione Europea in quanto ritenuto uno strumento chiave del soft power e della proiezione geopolitica del regime di Vladimir Putin.
Per chi fosse interessato, rimando poi all’eloquente intervista, avvenuta due prima dell’aggressione russa all’Ucraina, su https://zetaluiss.it/2021/12/15/centro-russo-di-cultura/ in cui la signora Pufhkova, tra le tante amenità, afferma che: “Liberta? Ce n’è più a Mosca”. Rispetto all’Occidente.
Intuisco già le scandalizzate obiezioni dei puristi (o meglio qualunquisti, talvolta putinisti). Non parliamo di politica, questa è solo cultura! Voi praticate la cancel culture! Siete nemici del popolo russo! Niente di tutto questo!
La domanda da farsi non è se si voglia cancellare o meno la cultura russa – negarne l’immensa importanza per l’intera umanità sarebbe da dementi, nel senso patologico del termine – ma se simpatizza o meno con il modo in cui l’attuale governo russo (non il popolo, si badi bene!) si rapporta con il mondo e soprattutto con la sovranità violata dell’Ucraina!
Stiamo parlando di Governo e non di singoli individui russi (magari dissidenti) ma di soggetti direttamente dipendenti da esso!
Quando l’invasione dell’Ucraina sarà terminata (speriamo quanto prima!) sarà un piacere avere intellettuali russi ospiti della nostra città, magari non veicolati dal loro Governo.
Tra l’altro, la Russia è un Paese dove gli artisti, e non solo loro ovviamente e purtroppo, sono sempre più censurati.
Il Governo russo va a nozze iniziative di questo tipo, sfruttando nel migliore dei casi la buona fede dei promotori. La cultura è molto utile a rifarsi un’immagine e ad influire sull’opinione pubblica, soprattutto in un Paese come l’Italia che, per una serie di ragioni, è il terreno più fertile d’Europa per la sua propaganda.
Non serve fingere ingenuità. Dire che l’arte non è politica, soprattutto dopo le ampie prove documentate, in oltre un decennio, da inchieste giornalistiche, dei governi, delle agenzie di intelligence e dei rapporti di centri studi indipendenti, che dimostrano abbondantemente l’esistenza di strategie russe per orientare l’opinione pubblica occidentale. L’arte è politica soprattutto quando dichiara di non esserlo.Mi dispiace che alcuni nostri stimati concittadini non l’abbiano capito”.
Riccardo Canesi










