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Scambio di accuse e fughe dal CDA a The Italian Sea Group
CARRARA – Venti di burrasca su The Italian Sea Group, il cantiere di di Marina di Carrara che produce i marchi del lusso Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti. Dopo la crisi esplosa nei giorni scorsi con la perdita del 50% della capitalizzazione in Borsa del gruppo; dopo lo sciopero proclamato da Fiom, Fim, Uilm per protestare contro i ritardi nei pagamenti, le difficoltà nell’indotto e i crescenti timori sul futuro dell’azienda, ora è il momento delle dimissioni ai vertici. E dello scontro fra dirigenti.
“Fuga” dal Cda: si dimettono presidente e vice
Filippo Menchelli ha rinunciato nelle scorse ore alla carica di membro e presidente del Consiglio di Amministrazione nonché datore di lavoro, dimissioni “con efficacia immediata”. Anche Marco Carniani ha rinunciato alla carica di membro e vicepresidente del Cda, nonché di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Se ne va anche Laura Angela Tadini, anch’ella componente del Consiglio di Amministrazione. Una specie di fuga di massa.
Divergenze di vedute
In una nota il cantiere Tisg spiega che “è emersa una divergenza di vedute tra Tadini e il resto del Consiglio di Amministrazione in ordine alle modalità operative ritenute più idonee per la gestione della situazione. In particolare, la divergenza ha riguardato la nomina del nuovo datore di lavoro in sostituzione del dimissionario dottor Menchelli, rispetto alla quale la dottoressa Tadini ha manifestato la propria contrarietà. Non essendo stato possibile pervenire a una soluzione condivisa su tale punto, la dottoressa Tadini ha ritenuto che non sussistessero più le condizioni per una proficua prosecuzione del proprio mandato”.
Contestazioni sulla situazione finanziaria
In merito alle uscite di Menchelli e di Carniani, The Italian Sea Group ha invece spiegato che – lo riporta il quotidiano on line Shipping Italy_ presidente e vice “hanno dichiarato di contestare integralmente quanto riferito dall’Amministratore Delegato (cioè Costantino) nel Consiglio di Amministrazione del 18 febbraio 2026 e quanto sarebbe stato verbalizzato in merito al punto all’ordine del giorno concernente l’informativa dell’Ad sulla situazione finanziaria della società. I suddetti hanno altresì dichiarato che intendono verificare autonomamente la corretta gestione della Società negli ultimi anni da parte dell’Amministratore Delegato, con riserva di rendere note le relative risultanze al termine di tale attività. Infine, il dottor Carniani ha precisato, in riferimento al suo ruolo di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di aver rassegnato le dimissioni per giusta causa”.
Costantino: contestazioni del tutto infondate
The Italian Sea group, riporta ancora Shipping Italy, ha precisato che “sta procedendo a un puntuale accertamento dei fatti cui i dimissionari fanno riferimento. All’esito di tale accertamento, la società si riserva di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela dei propri interessi e di quelli dei propri azionisti”. Costantino, inoltre, “contesta fermamente le motivazioni addotte dai dimissionari, ritenendole integralmente infondate e non rispondenti al vero. La ricostruzione dei fatti asserita dal dottor Menchelli e dal dottor Carniani nelle rispettive lettere di rinunzia non corrisponde, ad avviso della Società, all’effettivo andamento delle vicende gestionali e societarie cui i medesimi fanno riferimento”.