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Massa, 9 marzo – La Sala della Resistenza si è trasformata per qualche ora nel set di un acceso confronto costituzionale. Davanti a una platea numerosa ed attenta, l’ex Ministro Andrea Orlando e il Prof. Roberto Russo hanno sviscerato i nodi del prossimo referendum sulla separazione delle carriere, moderati da Giovanni Rutili, componente Direzione PD Massa – Carrara.
L’incontro, aperto dai saluti di Elisabetta Sordi (Segretaria PD Massa-Carrara) e Michela Votino (Giovani Democratici), ha evidenziato una spaccatura profonda. Da una parte, il Prof. Russo ha difeso il sorteggio come unico antidoto al “cancro delle correnti” che affligge la magistratura, citando autorevoli pareri come quello di Sabino Cassese. “Un membro eletto risponde alla base, un sorteggiato alla legge”, ha incalzato Russo.
Un membro eletto risponde alla base, un sorteggiato alla legge
Prof. Roberto Russo – docente di diritto costituzionale Università degli Studi Link Campus University
Dall’altra, Andrea Orlando ha risposto colpo su colpo, definendo la riforma un “salto nel buio” ideologico che ignora le vere piaghe della giustizia: i tempi infiniti e l’edilizia carceraria. “Volete davvero che a governare i giudici sia un nome pescato da un bambino bendato?”, ha chiesto provocatoriamente l’onorevole, paventando il rischio di un esecutivo sempre più invadente a scapito degli altri poteri dello Stato.
Volete davvero che a governare i giudici sia un nome pescato da un bambino bendato?
Andrea Orlando – ex ministro della Giustizia

Le voci della politica locale: Evangelisti e Lorenzetti
Verso la conclusione, il dibattito si è arricchito di riflessioni di alto profilo politico. L’ex parlamentare Fabio Evangelisti ha focalizzato l’attenzione sulla qualità della democrazia, mettendo in guardia dal rischio che la separazione delle carriere isoli il Pubblico Ministero, sottraendolo alla cultura della giurisdizione: “Non è una questione tecnica, ma un mutamento genetico che rischia di rompere l’equilibrio dei poteri”.
Successivamente, l’intervento di Gianni Lorenzetti, attuale consigliere regionale, ha riportato la discussione sulle necessità concrete dei cittadini e degli amministratori. Lorenzetti ha sottolineato come la vera emergenza sia l’efficienza della macchina giudiziaria: “La casa si costruisce dalle fondamenta. Ai cittadini interessano i cancellieri, i tempi dei processi e un giudice che abbia il tempo di leggere le carte. Ho vissuto sulla mia pelle l’importanza di un giudice terzo che legge i documenti, ed è questa l’indipendenza che va garantita, non le beghe politiche”.
La casa si costruisce dalle fondamenta. Ai cittadini interessano i cancellieri, i tempi dei processi e un giudice che abbia il tempo di leggere le carte
Gianni Lorenzetti – Consigliere Regione Toscana
In chiusura, il monito di Orlando è apparso come una scommessa sul futuro: se la riforma passerà, la “razionalità” del sistema potrebbe vacillare, portando a conseguenze imprevedibili per l’equilibrio democratico del Paese.
