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La possibile sostituzione della Assessora Lara Benfatto sta facendo discutere politica e cronaca nella città di Carrara. Qualcuno lo considera l'harakiri del PArtito Democratico.
Il caso Lara Benfatto sul possibile rimpasto di giunta, lanciato dal nostro giornale PrimaPagina Massa Carrara, sta facendo discutere e soprattutto ha sollevato tanti interrogativi e reazioni. Ad oggi manca l’ufficialità di questa operazione, ma continuano a circolare molte voci, autorevoli, di corridoio, che si rincorrono e che si fanno ogni istante più corpose.
Il nostro giornale, come immaginiamo tutti gli altri, prima di scrivere qualcosa, verifica sempre le notizie e questo è stato fatto anche per questa storia. Forse proprio il polverone alzato dal pezzo uscito potrebbe aver rallentato, quella che a detta di tutti è una decisione già presa.
Proviamo a ricostruire i fatti. Ci sarebbe un PD che ha deciso e indietro non vuole tornare. I dubbi però restano. Ad esempio, come mai il PD, dopo aver fallito il tentativo di allargare al campo largo con un rimpasto totale di giunta, torna oggi presentando la sostituzione di un membro stesso del suo partito a favore di un suo già ben noto dirigente? Qual è la vera motivazione?
In città si levano da più parti posizioni a difesa dell’assessora Lara Benfatto e del suo lavoro, quindi perché il partito vuole portare avanti una manovra politica che sulla carta sembrerebbe totalmente incoerente? Negli ambienti di partito si dice che sia decisione dei vertici, con il malcontento della base e presa anche senza un mandato formale dell’assemblea e con una segreteria che si sarebbe spaccata.
La sostituzione arriverebbe allora solo per soddisfare gli appetiti politici di qualcuno in cerca di un ruolo, o c’è una manovra politica che punta a sostenere la sindaca Arrighi in vista di un secondo mandato o addirittura questo viene fatto per lanciare un nuovo candidato? Gianmaria Nardi entra dalla porta secondaria a fine mandato e poi si lancia per il 2027?
Purtroppo si avverte un crescente malumore verso una dirigenza politica sempre più chiusa in sé stessa, che invece di offrire soluzioni alla città finisce per alimentare divisioni interne. Questa incertezza rischia di complicare anche il lavoro quotidiano dell’amministrazione, delegittimando il ruolo politico di una persona che gestisce tanti contatti in città. Restiamo in attesa della seconda puntata.