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Massa – C’è il titolone evocativo che fa da slogan , il manifesto-invito dai colori vivaci con le sagome liftate dei protagonisti in primo piano e, sullo sfondo, stilizzato, il pontile con il relitto della Guang Rong ancora incagliata. C’è pure il video-trailer girato sulla spiaggia di Marina di Massa, il reel e il post che annunciano l’atteso evento, il tutto diffuso via social dai supporter e fan locali col ’non mancate’ e il punto esclamativo finale.
Ma no, non è come pensate. Non si tratta del lancio di un film o del sequel di una serie di successo su Marina, né della prima di uno spettacolo e neppure del vernissage di una mostra in città.
E’ l’invito alla conferenza stampa sugli otto milioni e mezzo che un emendamento contenuto nel decreto legge-commissari, approvato in prima lettura dal Senato, destina alla ricostruzione del Pontile di Marina di Massa individuando il sindaco Persiani come commissario in pectore.
E’ così che una notizia tanto importante per la città e tutto il territorio diventa lo show personale di un deputato (Barabotti) e di un partito ( la Lega) che però governa ‘in coalizione’ il paese e guida, sempre in coalizione, anche Massa da otto anni.
Una conferenza stampa spettacolo per festeggiare un emendamento inserito all’ultimo tuffo al Senato e blindato dal voto di fiducia alla Camera, la vittoria di un comitato elettorale che però si svolge in luogo pubblico con le immancabili spillette sulle giacche dei convenuti e da cui sono esclusi, pardon ‘non invitati’ (fatta eccezione naturalmente per il sindaco-commissario) sia i rappresentanti istituzionali locali sia gli altri membri dei partiti di maggioranza .
Come a dire: abbiamo vinto noi, il premio è nostro, il regalo – cari cittadini – ve lo facciamo noi!
Se non bastasse la sgrammaticatura istituzionale, lo sgarbo agli altri della coalizione, c’è anche la ciliegina finale: il messaggio che invita alla conferenza stampa richiede il RSVP’ (la sigla del francese Répondez, s’il vous plaît/Rispondete per favore) ed è firmato dai convocanti con i cognomi sempre anteposti ai nomi …
Nobless oblige, ça va sans dire. Applausi.