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Massa-Due giornate di consiglio comunale straordinario sulla sicurezza urbana si sono chiuse con un giudizio negativo da parte dell’opposizione di centrosinistra. Secondo i consiglieri, l’assemblea avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto istituzionale e responsabilità collettiva, ma si è risolta in una difesa autoreferenziale dell’operato della maggioranza.
Il consiglio era stato richiesto proprio dalle forze del centrosinistra, con l’obiettivo di portare all’attenzione pubblica dati, analisi e contributi sul fenomeno della sicurezza in città. Un’occasione nata sulla scia di della tragedia che ha portato alla morte di Giacomo Bongiorni e che ha segnato profondamente la comunità.
Le critiche al comportamento della maggioranza
Per l’opposizione, l’atteggiamento del sindaco e della maggioranza ha deluso le aspettative. Anziché avviare una riflessione condivisa su politiche giovanili, sociali e di prevenzione, giudicate insufficienti negli anni scorsi, la discussione si è fermata alla rivendicazione di quanto fatto e alla difesa dell’amministrazione.
Particolarmente grave, secondo il centrosinistra, l’accusa di aver strumentalizzato la tragedia. Un’accusa definita “ingiusta e fuori luogo”, alla luce di un tono mantenuto dalle opposizioni ritenuto fermo ma responsabile e rispettoso della gravità dei temi.
“Manca empatia istituzionale e una visione di lungo periodo”
Dal dibattito emerge, per l’opposizione, uno scarto evidente tra la drammaticità dei problemi sul tavolo e il livello delle risposte offerte. Da una parte la richiesta di intervenire su disagio giovanile, marginalità e prevenzione attraverso una presenza educativa sul territorio. Dall’altra, interventi giudicati ripiegati su capitoli di spesa, autodifesa politica e toni retorici.
È mancata, sottolineano i consiglieri, l’empatia istituzionale e la consapevolezza che una tragedia di questa portata richiedesse sobrietà, ascolto e autocritica. Alcuni interventi avrebbero dato l’impressione di scaricare sui cittadini responsabilità che spettano alla politica, mentre altri si sarebbero limitati a richiami generici ai “buoni sentimenti”, evitando di affrontare il nodo centrale: le misure concrete per impedire che il disagio sociale continui a crescere.
La proposta: un organismo stabile su sicurezza e politiche giovanili
La conclusione dell’opposizione è netta: non basta rivendicare l’operato passato, serve aprire una fase nuova di confronto permanente. Per questo viene proposta l’istituzione di uno strumento stabile di monitoraggio e discussione su sicurezza urbana, movida, prevenzione e politiche giovanili.
L’idea è quella di un luogo di lavoro permanente che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni, scuole, categorie economiche e realtà del territorio. Secondo il centrosinistra, la sicurezza non può essere affrontata solo con logiche emergenziali o repressive, ma richiede un approccio integrato che tenga insieme cultura, psicologia, educazione emotiva e rigenerazione urbana.
“La sicurezza non è propaganda”
L’appello finale è a non ridurre il tema a slogan. La sicurezza urbana, conclude l’opposizione, riguarda il futuro della comunità, il rapporto tra istituzioni e cittadini e la capacità di prevenire il disagio prima che esploda. Un tema troppo serio per essere affrontato con autosufficienza o chiusure politiche. L’opposizione annuncia che su questo punto continuerà a chiedere un confronto serio, nel tentativo di ricucire la distanza percepita tra il vissuto della città e chi oggi la amministra.
