Musetti, la sfortuna ruba lo scalpello a Michelangelo

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Il destino, ancora lui, ha tolto lo scalpello al Michelangelo del tennis. Uno dei pochi giocatori in grado di dipingere traiettorie a una mano, creare emozioni in uno sport robotizzato, con poca anima. Lorenzo Musetti è stato baciato dalla Musa del talento, ma il suo corpo non lo segue, non lo supporta. Troppi infortuni, uno dopo l’altro, una catena maledetta. Muscoli che all’improvviso si bloccano, si stirano, si strappano, nel momento più importante. Anche a Roma, il torneo del cuore del carrarino, la sfiga ci ha visto benissimo, con dieci decimi. Lorenzo aveva ritrovato il suo tennis celestiale, fatto di accelerazioni improvvise, di carezze, di tuoni lungolinea. Aveva domato, pur non al massimo, un brutto cliente come Cerundolo. E negli ottavi, contro Casper Ruud, poteva giocarsela alla pari contro un’autorità della terra rossa, e magari sarebbe potuto andare avanti, incrociando nei quarti Kachanov, e poi chissà. Il sogno della patria tennistica era una finale con Sinner, gli opposti, i diversi, il diavolo e l’acquasanta. Ma il corpo di Lorenzo, ancora una volta, ha detto di no. Un altro guaio fisico lo priverà di Amburgo e soprattutto del Roland Garros. Da numero 5 del mondo, Musetti sprofonderà oltre la ventesima posizione, cercando riscatto in estate, sull’erba che tanto ama e che esalta il suo gioco michelangiolesco.
Qualcuno ha ipotizzato un problema psicosomatico, che i tormenti della mente si trasformino in infortuni.
Non lo crediamo, perché il carrarino ormai è adulto, vaccinato, rotto a tutte le esperienze.Questa è malasorte pura, una buca dalla quale Lorenzo dovrà uscire con le sue forze, per tornare ad essere uno dei top mondiali di questo sport. Dopo la notte arriva sempre un’alba.

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Giorgio Billeri
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