mister silvio baldini

Una petizione per Silvio Baldini C.t. Basterà? L’Italia si è accorta che un altro calcio è possibile

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Parte da Carrara, e da dove altrimenti, la petizione online per far restare Silvio Baldini sulla panchina più amata, odiata, discussa e contestata dagli italiani: la Nazionale. L’augurio è che sia la prima di una lunga serie, un diluvio di firme che possa attraversare la Penisola del pallone e che possa far riflettere i nuovi vertici del nostro calcio. Una sollevazione popolare, un plebiscito: Silvio se lo merita, lo merita il suo calcio nuovo, lo merita il suo approccio da zio intelligente, da fratello maggiore che parla il giusto, che detta le linee e poi se ne sta lì, con quell’espressione tra l’assorto e il fatalista, in piedi davanti alla sua panchina. Servono poche parole, perché questi ragazzi, in 180 minuti, hanno imparato a camminare con le proprie gambe, a decrittare il calcio semplice e futurista del tecnico massese, che parla di possesso ed accelerazioni, di esterni e scalate, di una difesa altissima, di un fraseggio divertente, di amicizia e collettivo. Proporre, osare: basta farsi convessi, subire sempre il gioco altrui. Imponiamo il nostro, adesso.
Siamo sempre pronti ad incensare spagnoli, francesi e inglesi quando declinano il proprio gioco di dominio e velocità. Lo siamo molto meno quando a giocare così è l’Italia.

Tanti, troppi hanno storto la bocca quando le due amichevoli di (poca) consolazione sono state affidate all’uomo di Massa. “Non è nessuno”, “al massimo ha allenato Pescara e Palermo”, “non ha vinto niente”, il refrain dei leoni da tastiera. Baldini, con quel baffo fiero e l’aria assorta, ha risposto che sì, lui veniva dal nulla e al nulla sarebbe tornato, ma che intanto avrebbe dato a questi ragazzi, molti dei quali giocano all’estero, alcuni dei quali nella nostra serie B, un motivo per cui essere orgogliosi. Abbiamo battuto Lussemburgo e Grecia, non dei mostri, dominando. D’altra parte i Mondiali ci sono stati negati da Macedonia del Nord e Bosnia, non certo dal Brasile. Silvio ha fatto vedere che un altro calcio è possibile, che in Italia – parole sue – non ci sono soltanto lestofanti, ma ragazzini che hanno una voglia matta.
Ed ecco che, dalla perplessità, l’Italia del calcio sta passando al possibilismo. Dalla telecronaca Rai ai giornaloni del mainstream il dubbio sta sgorgando: e se restasse Silvio?

A Massa e Carrara lo sanno da tempo, e la petizione partita su Change.org è solo una conseguenza: ma adesso tutti si accorgono che Baldini esiste, è bravo, è diverso, non parla in covercianese ma arriva dritto al cuore. Ci sono due settimane esatte di tempo, il 22 giugno con l’elezione del presidente federale si compiranno i destini. Conte, Mancini, il sogno Guardiola e sullo sfondo lui, questo signore nato sotto le Apuane, prodigioso impasto di intelligenza e modestia. Basteranno le firme? Chissà. Ma intanto sono la certificazione, col sigillo di ceralacca, del lavoro di una vita.

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Giorgio Billeri
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