Massese: è caos completo, le parole del presidente Sguerzo, la risposta del viceallenatore Moretti

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Massa. La Massese vive uno dei momenti più delicati della propria storia recente. Le tensioni delle ultime giornate, le polemiche sui pagamenti e sull’organizzazione dell’attività sportiva e le incertezze legate al futuro societario stanno alimentando la preoccupazione di una piazza che, dopo la retrocessione in Promozione, si aspettava ben altri segnali.

A intervenire nel dibattito è stato il presidente Fabio Sguerzo, che attraverso un’intervista pubblicata sulla stampa locale ha voluto replicare alle dichiarazioni del vice allenatore Paolo Moretti, contestando alcune delle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni e fornendo la propria versione dei fatti.

Sguerzo risponde alle accuse, ma il futuro resta incerto

Il presidente ha respinto le contestazioni relative ai compensi dello staff tecnico, sostenendo che i pagamenti siano stati effettuati e dichiarando di poter esibire la documentazione bancaria. Per quanto riguarda i calciatori, ha invece spiegato che l’accordo prevedeva il versamento della prima mensilità il 20 ottobre, precisando che ad alcuni giocatori sarebbero state anticipate determinate somme.

Sguerzo ha affrontato anche la questione dei campi di allenamento, sostenendo che la società abbia sempre pagato per il loro utilizzo. Ha poi richiamato le difficoltà incontrate nel reperire risorse economiche e nuovi sponsor, in un contesto che, a suo giudizio, renderebbe sempre più complicata la gestione del club.

Tra gli elementi citati dal presidente figura anche una sponsorizzazione da 68.000 euro che, secondo la sua ricostruzione, non sarebbe stata possibile formalizzare a causa della mancata installazione dell’impianto LED. Sguerzo ha inoltre riferito di una richiesta del Comune relativa a una quota degli introiti, senza che fosse stata quantificata.

Si tratta di dichiarazioni che restituiscono la posizione della presidenza, ma che non chiudono le questioni sollevate negli ultimi giorni. Soprattutto, non chiariscono ancora quali siano le prospettive economiche della società e quali garanzie possano essere offerte per la prosecuzione della stagione.

A destare particolare attenzione sono le parole dello stesso Sguerzo sul futuro: il presidente ha ammesso la difficoltà di gestire la Massese nelle condizioni attuali e annunciato che nei prossimi giorni effettuerà attente valutazioni sulla possibilità di proseguire.

Un passaggio che lascia aperti interrogativi pesanti per il presente e per il futuro della formazione bianconera.

La squadra torna ad allenarsi, ma aspetta risposte

Sul fronte sportivo, almeno per il momento, la squadra sembra intenzionata a proseguire regolarmente la propria attività.

Secondo quanto riferito dalla pagina Facebook Cuore Massese, nella serata di ieri il gruppo si è ritrovato alla Rinchiostra alle 18.30 per un confronto durato circa 45 minuti con il direttore tecnico Barcellandi. Successivamente, intorno alle 19.15, i giocatori hanno svolto l’allenamento.

Sempre secondo quanto riportato dalla pagina, Barcellandi e il vice allenatore Paolo Moretti avrebbero confermato la volontà di continuare a lavorare nei prossimi giorni, in attesa di ulteriori sviluppi sul piano societario.

Un segnale di continuità che, tuttavia, non basta a dissipare le preoccupazioni. La squadra può continuare a preparare gli impegni sul campo, ma per lavorare con serenità ha bisogno di certezze sui programmi, sulla gestione e sul sostegno economico necessario a portare avanti il campionato.

Al momento, secondo le informazioni diffuse in precedenza, non risultavano richieste di svincolo o rescissione da parte dei calciatori. Una situazione che potrebbe evolversi in base alle prossime decisioni della società.

I tifosi chiamano a raccolta la comunità bianconera

In questo scenario, la tifoseria si prepara a giocare un ruolo attivo. Gli Ultras hanno convocato per venerdì 16 ottobre, alle ore 21, allo stadio, un’assemblea pubblica aperta a tutti i sostenitori della Massese, senza distinzioni tra curva, gradinata e tribuna.

L’iniziativa, rilanciata anche dalla pagina La Massese nella storia, nasce dalla volontà di riunire la comunità bianconera in una fase in cui il futuro del club appare tutt’altro che definito.

Il messaggio lanciato dai sostenitori è chiaro: la Massese appartiene a una città, a una storia e a una comunità che non intendono assistere passivamente al deterioramento della situazione.

La partecipazione all’assemblea potrà rappresentare un’occasione per confrontarsi, raccogliere le preoccupazioni della piazza e capire quali iniziative possano essere intraprese per contribuire alla salvaguardia della società.

Proprietà e Comune: servono chiarezza e responsabilità

Al di là delle diverse versioni emerse in questi giorni, resta un problema che appare difficile da ignorare: la mancanza di una comunicazione societaria strutturata e trasparente.

La nuova proprietà non ha ancora offerto alla città una presentazione pubblica capace di delineare con chiarezza obiettivi, disponibilità economiche, ruoli e programmi. In una piazza come Massa, dove il legame con la squadra rappresenta un patrimonio che va ben oltre i risultati sportivi, l’assenza di informazioni alimenta inevitabilmente dubbi e sfiducia.

Una società che attraversa una fase difficile ha il dovere di comunicare, spiegare le proprie scelte e indicare una direzione. Non significa dover rendere pubblici tutti i dettagli della gestione, ma garantire agli atleti, ai collaboratori, ai tifosi e alla città un quadro comprensibile delle intenzioni e delle possibilità concrete.

Anche l’amministrazione comunale è chiamata a svolgere un ruolo di interlocuzione. Finora non è emersa una presa di posizione pubblica sufficientemente chiara sulle prospettive della Massese. Di fronte a una crisi che coinvolge una realtà storica del territorio, sarebbe importante favorire un confronto tra proprietà, istituzioni e mondo imprenditoriale, nel rispetto delle rispettive competenze e senza sostituirsi alle responsabilità della società.

La Massese non può permettersi un altro passo nel vuoto

La crisi attuale non nasce in una sola settimana. È il risultato di un declino sportivo e societario che si trascina da tempo e che la retrocessione in Promozione ha reso ancora più evidente.

Attribuire ogni responsabilità a un unico soggetto sarebbe semplicistico. Le vicende di una società calcistica si sviluppano nel corso degli anni e coinvolgono proprietà, dirigenti, istituzioni e ambiente sportivo in misura diversa. Ma ricostruire il passato, oggi, non è sufficiente.

La priorità è capire come garantire un futuro alla U.S. Massese 1919.

Servono risorse economiche, una gestione credibile, comunicazioni trasparenti e un progetto sportivo sostenibile. Servono soprattutto interlocutori disposti ad assumersi responsabilità concrete, evitando che il confronto si riduca a una successione di accuse e repliche.

La squadra, intanto, continua ad allenarsi. I tifosi si organizzano e chiedono di essere ascoltati. Il presidente annuncia valutazioni decisive, mentre restano da chiarire molti aspetti della situazione societaria.

La Massese è davvero davanti a un bivio. Il rischio che le difficoltà attuali compromettano la continuità del progetto non può essere sottovalutato. Per scongiurarlo occorre che tutte le componenti coinvolte facciano la propria parte: la proprietà mettendo sul tavolo certezze e programmi, le istituzioni favorendo il dialogo, l’imprenditoria valutando possibili forme di sostegno e l’ambiente bianconero mantenendo viva la propria unità.

La rispostas social di Moretti alle parole di Sguerzo Dalla pagina FB social Cuore Massese- “Buongiorno, leggo il mio nome, quindi credo doveroso fare qualche precisazione. Ripeto che il calcio non si fa così, prima si trova la liquidità da mettere sul conto e poi si prende una Società di calcio, sulle promesse degli sponsor non si prende nemmeno una società della Uisp. Forse non si è capito che qui siamo alla MASSESE, non riuscire a gestire nemmeno la Società in Promozione è sintomo che non ci sarà un futuro. La Massese deve arrivare in breve tempo nel professionismo, e non si fa con le promesse degli sponsor.
Per quanto riguarda i compensi allo staff, ricevere quanto dovevamo percepire, ovviamente in ritardo, non è una colpa, non abbiamo rubato i soldi dei giocatori, personalmente ho dovuto minacciare dopo giorni di ritardo che se non fosse arrivato il bonifico sarei rimasto a casa. A Massa ci sono persone serie, che tutti i giorni sono al campo, nell’intervista ho parlato dei compensi dei ragazzi non pagati, che dovevano arrivare entro il 3 di ottobre, oggi è il 14 e ancora non sono arrivati. Sarei curioso di vedere anche chi ha fatto il bonifico sul conto della Massese per pagare lo staff. Non è arrivato nemmeno il materiale invernale, dal 9 agosto abbiamo un pantaloncino e una maglietta, non c’è una felpa, un k-way, una tuta, una borsa.
In una Società seria un vice Allenatore che fa queste dichiarazioni viene mandato via 5 minuti dopo, credo di essere l’unico al mondo che dopo questo è ancora al suo posto, che ha diretto l’allenamento ieri e lo farà oggi. La verità è che non può decidere di esonerare qualcuno, uno che non è nemmeno tesserato e non ha nessun ruolo ufficiale in Società.
Siamo stanchi! chi viene a Massa deve sapere che i massesi non si fanno prendere per il c..o!
Attendo l’esonero, finché sarò nella Massese farò di tutto per tutelare i ragazzi e la città da persone che vogliono fare solo i propri interessi!”

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Nicola Morosini
Articoli: 76

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