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Massa – Non un’aggressione “a freddo”, ma una rissa, innescata dalla vittima e non dai giovani. E nessuna responsabilità diretta nell’omicidio da parte dei loro assistiti. Gli avvocati difensori dei due maggiorenni arrestati con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni, 47 anni, ricostruiscono così la tragedia avvenuta in piazza Palma nella notte fra sabato e domenica scorsi. Al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto oggi (mercoledì 15 aprile) in carcere a Massa, dove si trovano i due accusati, l’avvocato Giorgio Furlan, difensore di Alexandru Miron, ha dichiarato: “Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver aver sfiorato” Giacomo Bongiorni: “ovviamente è dispiaciutissimo per quanto accaduto”, ma “estraneo alla parte dei fatti che vedono l’esito finale” (cioè la morte del padre 47enne).
Più articolate le dichiarazioni di Enzo Frediani, difensore dell’altro maggiorenne fermato, Eduard Carutasu: “Il mio assistito ha riferito al Gip che ci sarebbe stata una prima discussione tra i due gruppi” a causa dei vetri di una bottiglia infranta, che poi i ragazzi hanno provveduto a togliere” ma “la cosa era finita là”. Poi “Bongiorni è tornato verso di loro e ha assestato una testata a uno dei giovani” con cui aveva avuto “un piccolo alterco” poco prima mentre il cognato (Gabriele Tognocchi ndr.) “si è fatto sotto brandendo una bottiglia”. A quel punto, sempre secondo quanto raccontato dal giovane e riferito dal legale, ci sarebbe stata la reazione dei ragazzi: “Il mio assistito sarebbe andato verso il cognato di Bongiorni e ne sarebbe nato uno scontro”… nel frattempo il ragazzo che era stato colpito dalla testata, il minore è riuscito a reagire… “La rissa, perché di rissa parliamo – ha detto ancora Frediani – è iniziata per un comportamento delle controparti, non dei giovani. Non è vero che i ragazzi avessero lanciato bottiglie. Non è vero che i giovani si stavano mal comportando, che stessero lanciando bottiglie”… “Sì il mio assistito ha confermato di avere sferrato un calcio alla vittima che era a terra, ma era un calcio per rabbia non per fare male…”
Ma ecco le registrazioni video delle dichiarazioni degli avvocati difensori