
Degrado e dissesto al cimitero di Forno: interrogazione in comune
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Massa – Crepe sui muri e sui soffitti, pavimentazioni sollevate, camminamenti dissestati e il terreno che cede in più punti per le infiltrazioni d’acqua. È lo stato in cui versa il cimitero della frazione di Forno, al centro di un’interrogazione a risposta scritta e verbale presentata questa mattina, 26 agosto 2026, al Sindaco e all’Assessore ai Servizi Cimiteriali e ai Lavori Pubblici.
A firmarla sono i consiglieri del Pd, Stefano Alberti, Daniele Tarantino e Giovanna Santi.
Nel documento si parla di una situazione ormai non più rinviabile. Il cimitero – si legge – necessita da troppo tempo di importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e di verificare se siano necessari lavori di consolidamento strutturale. Uno dei problemi più urgenti è la mancata regimazione delle acque piovane, che causerebbe infiltrazioni nel terreno con conseguente affossamento e cedimento del suolo, già evidente in alcune aree.
A rendere ancora più evidente l’abbandono, un episodio raccontato dallo stesso consigliere Alberti: “Ho constatato personalmente le criticità. Recentemente ho assistito a come tre donne anziane, di cui una di 84 anni, tutte residenti a Forno, si prendevano cura con un’azione volontaria del diserbo e della scerbatura manuale tra le tombe”.
Un gesto che, sottolineano i consiglieri, richiama il dovere civico e morale del decoro dei cimiteri, luogo sacro della memoria collettiva.
Un luogo che a Forno ha un valore simbolico ancora più forte: al suo interno si trova infatti il sacrario dedicato alle vittime dell’eccidio nazifascista del 13 giugno 1944, che ogni anno la città ricorda con una commemorazione ufficiale.
Gli abitanti della frazione, ricordano i firmatari, “chiedono da anni un intervento strutturale e risolutivo” per fermare quelli che definiscono “continui ed evidenti segnali di pericolo e dissesto”: rigonfiamenti e sollevamenti nei camminamenti pedonali, fessurazioni e crepe sia sui soffitti che sulle pavimentazioni.
Una situazione che, secondo l’interrogazione, “pregiudica la sicurezza dei visitatori, la tutela del luogo e la dignità dovuta alla memoria dei defunti e dei martiri della strage”.
Ora i tre consiglieri chiedono all’amministrazione risposte chiare.










