Remigrazione e ignoranza: come la torre Fiat diventò dello Stato

Share your love

MASSA – Eccoli, i simil-fascisti di Vannacci&Co., sono arrivati anche a Massa. E per prima cosa hanno organizzato una manifestazione contro gli immigrati. Un’iniziativa un po’ sottotono (una quindicina di partecipanti), se non fosse per il clamoroso strafalcione contenuto nella nota diffusa dal comitato Remigrazione e Riconquista che ha promosso il presidio.

Si legge in esso: “La scelta della Colonia Fiat non è casuale, ha il preciso scopo di ricordare che un tempo lo Stato si prendeva cura dei propri figli, fornendo opportunità e sostegno a tutte le famiglie italiane, anche e soprattutto a quelle meno abbienti”.
Ora, la colonia Fiat, come suggerisce il nome stesso, non era dello Stato. No, era privata (come lo è tuttora): apparteneva, appunto, alla Fiat, cioè alla famiglia Agnelli. E non ospitava “tutte le famiglie italiane, soprattutto quelle meno abbienti”. Ospitava, soltanto, i figli degli impiegati e degli operai che lavoravano alla Fiat. Lo sanno anche i sassi, a Massa. Non i “remigratori”, a quanto pare, che sparano così, senza remore, questa balla totale. Forse perché sono effettivamente ignoranti “totali” (altrimenti, avrebbero potuto ricordare anche che in origine era chiamata “Torre Balilla”).

O forse perchè sono i quelli che la storia la modificano a loro piacimento, e i fatti li piegano alle loro convenienze. Di quelli che prosperavano sotto i regimi totalitari.

Condividi il tuo amore
logo prima pagina
Claudio Figaia
Articoli: 99

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *