
Tisg diffida la Fiom, il sindacato: vogliono intimidirci, non arretreremo
Share your love
CARRARA – Ancora nuvole scure sul futuro di The Italian Sea Group, alle prese con una crisi che ne sta mettendo in discussione la stessa sopravvivenza, sale di nuovo la tensione tra azienda e Cgil. Umberto Faita, segretario della Fiom Cgil Massa Carrara, Umberto Faita ha ricevuto l’atto formale di diffida speditogli dai legali della azienda. Una diffida in cui si accusa il sindacato di avere diffuso notizie false sullo stato di crisi di The Italian Sea Group, lesive dell’immagine e degli interessi dell’azienda stesa. Chiedendo risarcimenti per milioni di euro. La Fiom ha bollato queste richieste come tentativi di intimidazione e di limitazione dei diritti del sindacato. Ora, con la formalizzazione della diffida, che fa riferimento a diversi episodi della vertenza la Cgil prende di nuovo posizione e diffonde una lunga nota in cui difende le proprie ragioni e avverte la dirigenza del cantiere: non ci lasciamo intimidire, la nostra lotta continua. Ecco, qui sotto, il comunicato, firmato da Nicola Del Vecchio segretario provinciale della Cgil.
A distanza di quattro anni dalle contestazioni mosse nei confronti del segretario generale della Fiom nella vertenza Tisg, nei giorni scorsi Umberto Faita ha ricevuto una nuova comunicazione formale che, per contenuti e modalità, riteniamo suscettibile di incidere sul libero esercizio del suo ruolo di rappresentante sindacale.
La comunicazione contesta, tra le altre cose, la presenza di fotografie e cartelli collocati su una bacheca sindacale all’interno di un ufficio della CGIL Massa Carrara, attribuendo a tali materiali significati e collegamenti che non condividiamo e che riteniamo non possano essere utilizzati per mettere in discussione la legittimità dell’attività sindacale.
La nostra posizione è chiara: l’esercizio della rappresentanza sindacale non può essere condizionato né può diventare oggetto di pressioni che ne limitino l’autonomia.
Fare sindacato significa anche fare domande, chiedere spiegazioni, esaminare bilanci e documenti, approfondire gli atti amministrativi e le concessioni demaniali, verificare le scelte aziendali e pretendere risposte quando sono in gioco il lavoro, l’occupazione e il futuro di un territorio.
È esattamente ciò che il Segretario Generale della FIOM CGIL Massa Carrara, Umberto Faita, ha fatto e continua a fare nell’esercizio del proprio mandato.
La Fiom ha assunto sulla vertenza dei cantieri Tisg un preciso indirizzo politico e sindacale: tutelare le lavoratrici e i lavoratori, difendere l’occupazione e pretendere che, di fronte a una crisi di questa portata, vengano individuate responsabilità e costruite prospettive concrete per il futuro del cantiere.
Non accettiamo che questo esercizio di rappresentanza venga trasformato nel problema.Il problema è l’incertezza che grava sul futuro del cantiere e delle sue maestranze, sulle loro famiglie e su un territorio che considera quella realtà produttiva un patrimonio industriale fondamentale. Ed è proprio per questo che continueremo a porre domande e a chiedere risposte.
Non è, peraltro, l’unico elemento che desta la nostra preoccupazione. Negli ultimi mesi sono state diffuse tra i dipendenti Tisg comunicazioni aziendali che, a nostro giudizio, possono essere percepite come dissuasive rispetto alla libera adesione e partecipazione all’organizzazione sindacale.u questo, come su ogni altra eventuale condotta che possa incidere sulla libertà e sull’autonomia dell’attività sindacale, continueremo a vigilare e, qualora ne ricorrano i presupposti, a tutelare nelle sedi competenti le prerogative dell’organizzazione e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
La libertà sindacale è un principio che non può essere messo in discussione.
Per questo chiediamo ai Commissari nominati dal Giudice, nei confronti dei quali confermiamo la nostra fiducia, di prestare la massima attenzione a questa fase particolarmente delicata, affinché siano salvaguardati la continuità produttiva, l’occupazione e il patrimonio industriale rappresentato dal cantiere. La Cgil continuerà a svolgere fino in fondo il proprio ruolo.
Continueremo a leggere gli atti, analizzare i bilanci, verificare le informazioni, fare domande e pretendere risposte. Lo faremo nel pieno rispetto delle regole e dell’ordinamento, utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dell’attività sindacale.
Lo faremo con responsabilità, ma senza arretrare di un passo.
A Umberto Faita esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro sostegno. Il segretario della Fiom Massa Carrara sta svolgendo il proprio mandato nel solco di una precisa responsabilità sindacale: rappresentare le lavoratrici e i lavoratori, portare ai tavoli di confronto le loro istanze e difendere il loro diritto a conoscere il presente e il futuro dell’azienda nella quale lavorano. Le relazioni sindacali possono essere, e spesso sono, conflittuali. Il confronto anche aspro fa parte della fisiologia delle relazioni industriali e della democrazia nei luoghi di lavoro.
Riteniamo però che il confronto debba svolgersi nei luoghi della rappresentanza e della contrattazione, nel rispetto reciproco dei ruoli e delle prerogative di ciascuno, e non attraverso iniziative che possano avere l’effetto di condizionare l’attività di un’organizzazione sindacale.
Auspichiamo pertanto che questa vicenda non abbia ulteriori sviluppi e che prevalga la volontà di ricondurre il confronto nell’ambito di corrette e trasparenti relazioni sindacali.
Qualora ciò non avvenisse, CGIL e FIOM valuteranno ogni iniziativa nelle sedi competenti a tutela della libertà sindacale, dell’autonomia della rappresentanza e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il nostro obiettivo, però, non cambia. Il nostro sguardo resta rivolto al cantiere, al lavoro e alle persone che ogni giorno costruiscono il futuro di questa comunità.Per questo non arretreremo. Continueremo a fare il nostro mestiere: rappresentare i lavoratori, difendere il lavoro e pretendere risposte”.










