
Carcere di Massa, Persiani: “Era un’eccellenza, ora in crisi. Sì al Garante, ma non basta”
Share your love
Massa- Interviene il sindaco Francesco Persiani sulla situazione della Casa di Reclusione di Massa, dopo le recenti riflessioni del Vescovo Fra’ Mario.
“Ho conosciuto e conosco molto bene la situazione carceraria, in generale e in particolare quella della nostra città. Me ne sono occupato nel corso della mia attività professionale e, negli ultimi anni, anche come sindaco”, esordisce Persiani.
Il primo cittadino ricorda i rapporti stretti mantenuti negli anni con la direzione, con la Polizia Penitenziaria e con la popolazione carceraria: “Sono stati numerosi i momenti e i motivi di incontro: dalle celebrazioni ufficiali ai Consigli comunali, dalle festività ai numerosi progetti di lavoro all’esterno, fino al coinvolgimento in attività culturali e, non ultime, alle inaugurazioni di spazi dedicati all’incontro con i familiari e con i figli, come nel caso del progetto realizzato con Telefono Azzurro”.
“Da sempre la Casa di Reclusione di Massa è stata considerata e rappresentata come un’eccellenza, e per molti aspetti anche come un’eccezione, nel panorama penitenziario nazionale”, sottolinea il sindaco. “Qui i detenuti hanno avuto la possibilità di svolgere attività lavorative, di trascorrere il tempo della pena in modo attivo e utile, anziché passivo e improduttivo. In altre parole, un luogo di restrizione nel quale cercare di dare piena attuazione allo spirito della nostra Costituzione: la pena non come semplice privazione, ma come percorso di riabilitazione”.
Proprio per questo, aggiunge, è più triste constatare il peggioramento: “Le criticità che da anni affliggono altri istituti penitenziari regionali, in assenza di risposte che non sono mai arrivate, hanno finito per riverberarsi anche là dove, per lungo tempo, le cose hanno funzionato meglio”.
Sulla proposta di istituire il Garante dei detenuti, Persiani apre senza riserve: “Non ho personalmente alcuna obiezione, né come avvocato né come sindaco né come cittadino. Al contrario, considero questa figura uno strumento potenzialmente utile per contribuire a migliorare la vita all’interno della Casa di Reclusione, intesa in tutte le sue componenti”.
Ma chiarisce: “Il Garante può essere certamente utile per ascoltare, segnalare, favorire il dialogo e contribuire al rispetto dei diritti e della dignità delle persone detenute. Ma non sono convinto che possa rappresentare, da solo, la risposta a problemi di natura strutturale, come il sovraffollamento, la carenza di personale o le altre criticità che investono il sistema penitenziario”.
“Il tema, dunque, non è scegliere tra garanzie e interventi strutturali. Servono entrambe le cose”, conclude il sindaco.










