Quando muore un amico di due vite. Il ricordo di Vincenzo Mazzucchelli

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Quando muore un amico non vorresti scriverne. Quando muore una persona con cui hai condiviso una parte bella, importante della vita, quella parte dove le cose belle sono sempre più di quelle brutte, no, proprio non ne avresti voglia di fare quello che (pensi) di sapere fare meglio nella vita: scrivere un ricordo.

Ma poi, soprattutto,  come si fa a ricordare Vincenzo Mazzucchelli nel modo giusto?. Come si fa a mettere in fila una vita? Anzi due. E poi, se lo scrivi, vuol proprio dire che è vero.

Ci siamo conosciuti sui banchi di scuola, al liceo classico, ci siamo rivisti ragazzi, abbiamo camminato un bel pezzo di strada insieme quando siamo diventati grandi. Lui marito della mia amica dei momenti più belli, la Fede, e poi padre dei suoi tre gioielli, la Ale, Andrea, la Giuly.

Come si fa a ricordare la generosità, l’altruismo, la pazza gioia ?

È difficile. Ma poi pensi che queste parole rimarranno e, per chi lo ha conosciuto poco, da lontano, forse sarà importante  ricordare Vincenzo non come imprenditore del marmo, mi manderebbe affanculo se mi vedesse scrivere così. Ma come papà, marito, fratello, figlio e zio. Come amico di due vite.

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Alessandra Vivoli
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