Don Marino Navalesi: ad Avenza un senso di comunità unico. “I soldi della sagra sotto il Castruccio? Servono per i nostri poveri”

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Avenza. Don Marino Navalesi, 51 anni, dal 5 ottobre del 2003 è parroco della chiesa di San Pietro, nel cuore di Avenza storica. Ha ricostruito la fiducia della gente, passo dopo passo, dopo lo scandalo provocato da don Luca Morini (don Euro). Un capitolo di cui don Marino non ha mai voluto aprire. Per lui è sempre stato importante il lavoro, l’ascolto, l’aiuto. E il suo impegno è stato premiato: è diventato un simbolo di Avenza, quella che lotta, quella che supera le difficoltà tendendosi una mano.

Don Marino quali sono state le cose più belle e quelle più difficili in tutti questi anni da parroco di Avenza?

“La cosa più bella è una sola, e vale moltissimo: la gente qui ti dà il cuore. I momenti difficili ci sono stati, ci sono, m ma vengono superati dal fatto che c’è sempre qualcuno che si mette al tuo fianco”.

Parlando di accoglienza, di cuore, Avenza ha un ostello che accoglie ormai da tempo i pellegrini della via Francigena.

“Questo è stato un segno della Provvidenza: l’ostello ci è stato donato, è stato creato in ricordo di Antonio Mazzi e ogni anni passando da qui dai 1500 ai 1700 pellegrini. Sono grandi numeri, è una struttura importantissima”.

Cosa ha di particolare la comunità di Avenza? E cosa si potrebbe fare per migliorare il paese?

“Avenza ha uno spirito di comunità che non si trova altrove, Avenza è Avenza e anche chi si trova a vivere altrove, anche lontano, non lo dimentica mai. Sarebbe bello vedere più case abitate: insomma rendere ancora più vivo un paese che ha un’unicità di cuore meravigliosa”.

Proprio ad Avenza, ogni estate, si celebra un piccolo ”miracolo”: una sagra, quella della  solidarietà che porta migliaia di persone, da tutta la provincia. Qual è il segreto?

“La nostra sagra è arrivata alla trentaduesima edizione. Non ci sono segreti, solo la voglia di stare insieme e una buona qualità del cibo. Per noi di Avenza è un momento di coinvolgimento totale: in quei giorni tutti aiutano tutti, anche i bambini”.

Grandi numeri e grandi incassi. A cosa vengono destinati i proventi della sagra?

“Ai nostri poveri. Purtroppo le famiglie in difficoltà, che hanno bisogno di pacchi alimentari, di aiuti per le bollette sono sempre di più. Ci viene dato, per fortuna, un grande aiuto dalla mensa di via Bassagrande. Poi ci siamo noi, pronti a tendere la mano a chi ha bisogno”.

In tutti questi anni anni ha visto crescere una comunità. C’è un ricordo in particolare che l’ha colpita?

“I ricordi sono tanti e ce ne saranno sicuramente altrettanti. Penso ad esempio al Trittico Ringli: abbiamo restaurato una grande opera grazie all’elemosina della gente”.

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Alessandra Vivoli
Articoli: 46

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