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Enrico Isoppi, presidente della Fondazione Crc, ha guidato l'ente puntando sulla sinergia, superando sfide patrimoniali e garantendo la continuità del festival Convivere. Il focus futuro è il recupero di spazi dedicati ai giovani, valorizzando il legame tra cultura, turismo e territorio.
Carrara- Lo spirito di “squadra” fa parte della sua storia personale e professionale. Ed è stato il valore aggiunto nella sua esperienza da presidente della Fondazione Crc dove Enrico Isoppi ha messo in atto, nel modo migliore, il concetto di “fare rete”. Un lungo percorso lavorativo come direttore dell’Unità operativa chirurgia ciclo breve del Noa, dove il team è fondamentale, e un passato da sportivo, come pallanuotista del Club Nautico di Marina di Carrara (ha giocato in Arno e in mare aperto a Porto Santo Stefano): queste le doti che, da presidente della Fondazione (dal 2019) hanno portato Enrico Isoppi a scegliere “sinergia” come parola chiave.
Dottor Isoppi quali sono stati i momenti più difficili da presidente della Fondazione?
“Comincio col dire che ho trovato una Fondazione con una progettualità ben avviata e un festival, Convivere, già strutturato. Certo abbiamo dovuto affrontare la perdita di buona parte di patrimonio della banca conferitaria. Ma i momenti più impegnativi sono stati, come per tutto il mondo il covid: una pandemia che non ha comunque fermato il nostro festival. Un altro passaggio impegnativo è stato raggiungere la solidità patrimoniale: in questo è stato preziosissimo l’apporto del dottor Trivelli, profondo conoscitore di economia e finanza”.
Qual è stata la cifra che lei ha portato in Fondazione?
“Sicuramente la valorizzazione della squadra e del fare rete: lo stesso Convivere ha coinvolto il territorio, noi siamo i capofila ma è diventato un progetto condiviso”.
Come spiega il successo e l’affetto della città per il festival?
“Credo che portare la cultura fuori dai luoghi paludati sia stata un’intuizione fondamentale, e questo lo sostiene da sempre anche Telmo Piovani. Unire cultura e rigenerazione urbana con turismo e commercio si è rivelato vincente”.
I lavori in corso all’ingresso della città avranno un impatto sul festival?
“Lo scorso anno abbiamo dovuto lasciare piazza San Francesco e via del Plebiscito e riscoperto come location la piazza iconica della città, piazza Alberica. Non mi spaventano i lavori, abbiamo fatto Convivere durante la pandemia”.
Quali sono i progetti futuri della Fondazione?
“Come progetto di missione, con impatto duraturo per la città, abbiamo affidato a Isr uno studio sui giovani per mettere in cantiere un recupero importante per uno spazio a loro dedicato”.
La Fondazione potrebbe recuperare il Politeama?
“È un tema complesso perché oltre al teatro ci sono proprietà private su cui la Fondazione non potrebbe intervenire”. Complesso ma non impossibile.