
Bagni all’asta, ma le spiagge libere restano pochissime. Un’occasione mancata
Share your love
Un’occasione mancata, la rivoluzione on the beach è rimandata.
Con l’attuazione della direttiva Bolkestein e l’indizione delle aste probabilmente molti stabilimenti balneari passeranno di mano, Continuerà, invece, almeno sulla costa apuana l’occupazione della spiaggia da parte dei privati. Cioè: che cambino o meno i concessionari, il litorale di Marina di Massa e di Marina di Carrara continuerà ad essere un luogo dove, in estate, si può andare solo a pagamento.
Eppure i Comuni avevano (e tuttora hanno) gli strumenti per modificare questa situazione, ossia per aumentare le spiagge “libere”. E nelle more dell’applicazione della Bolkestein, con lo stop a tutte (o quasi) le vecchie concessioni, questa redistribuzione poteva essere realizzata con maggiore facilità. Era l’occasione buona, insomma.
In altre parti d’Italia, questa occasione è stata sfruttata: I Comuni di Alassio e Spotorno, ad esempio, hanno aumentato fino al 40% la quota di spiagge libere. Quelli di Carrara e di Massa non ci hanno neanche pensato.
Carrara, in verità, qualcosa ha fatto: non ha messo all’asta la concessione che era del bagno Marino. E ha annunciato l’intenzione (solo intenzione per ora) di trasformarla in spiaggia libera attrezzata. La decisione è stata di molto favorita da un assist che l’amministrazione ha ricevuto alcuni anni fa quando la concessione del Marino è decaduta per le gravi inadempienze del concessionario, tanto che già da alcune estati quel pezzo di arenile funziona come spiaggia libera. Non molto, ma meglio di niente.
Massa, neanche questo. Nonostante abbia un’estensione di costa quattro volte quella di Marina di Carrara, non ha neppure affrontato la questione.
Sarebbe stata una piccola-grande rivoluzione per il turismo balneare apuano, una “democratizzazione” del mare. Per farlo, le amministrazioni comunali avrebbero dovuto modificare la pianificazione della costa con i Piani dell’Arenile e i Pud, Piani Urbanistici Demaniali, cosa che neanche hanno preso in considerazione.
Risultato: a Marina di Massa e Marina di Carrara (e a Cinquale di Montignoso) più o meno l’80% del litorale demaniale – cioè dello Stato, cioè della collettività – continuerà ad essere privatizzato.
Con la soddisfazione di pochi e la rassegnazione di molti.










