
È morto Gino Paoli, il cantautore pilastro della “scuola genovese’ aveva 91 anni
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L’autore de “Il cielo in una stanza” , di “Sapore di sale”, ”Senza fine” e di altri capolavori della musica italiana, è senza dubbio tra i giganti del cantautorato nostrano, capace come Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, di trasformare “la canzonetta in poesia” .
Noi lo ricordiamo quando, fedele al suo personaggio di uomo schietto e sincero, a volte ruvido fino all’insolenza, non aveva esitato ad esibirsi per ‘Donatori di musica’ al Monoblocco di Carrara.
Era il 2011 quando volle cogliere l’invito dell’allora primario di oncologia Maurizio Cantore di partecipare ad uno dei concerti per i pazienti che si tenevano e si tengono ancor oggi, nel reparto .
Paoli aveva accettato perché credeva nell’importanza di curare “oltre il corpo anche la mente” e perché – aveva confessato all’allora sindaco Angelo Zubbani dopo il concerto – “ a Carrara son venuto con maggior piacere pensando alla città dell’anarchia” .
In quell’occasione , sollecitato dai giornalisti che assistevano all’evento, Paoli aveva anche tirato una frecciatina al ‘collega’ Adelmo “Zucchero” Fornaciari, reo di ‘tirarsela un po’ a volte.’ : “Adelmo è una persona stupenda e meravigliosa – disse – quando non s’atteggia da divo del rock però; quando lo fa lo mando a quel paese!”















