Ucciso dal branco – Le telecamere inchiodano gli aggressori. Colpi anche quando la vittima era a terra

Omicidio Bongiorni: le telecamere inchiodano gli aggressori. Fermati due giovani

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L’omicidio che ha scosso la comunità di Massa nel corso dell’ultimo fine settimana inizia a delinearsi nei suoi contorni più cupi e violenti attraverso le parole del Procuratore e delle forze dell’ordine che nella giornata di lun. 13 hanno tenuto una conferenza stampa. Tutto si è consumato intorno all’una e venti della notte tra sabato e domenica, quando una lite improvvisa è degenerata in una tragedia che ha lasciato sul campo un uomo senza vita e un altro gravemente ferito.

I Carabinieri grazie a un incrocio efficace tra le testimonianze raccolte sul posto e l’analisi meticolosa delle immagini estrapolate dai circuiti di videosorveglianza sono riusciti a identificare in tempi rapidi le persone coinvolte nella vicenda.

Durante le perquisizioni nelle abitazioni dei due maggiorenni fermati sono stati rinvenuti anche i capi di vestiario che i sospettati indossavano al momento del fatto, confermando ulteriormente quanto emerso dalle riprese video.

Al centro dell’inchiesta si trovano due giovani maggiorenni residenti a Montignoso, entrambi con occupazioni precarie e piccoli precedenti di polizia alle spalle, per i quali è già scattato il fermo con l’accusa di concorso in omicidio volontario.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, non esistevano legami o ruggini pregresse tra gli aggressori e le vittime; l’episodio viene infatti inquadrato come un “dolo d’impeto”, ovvero una violenza scatenata dal nulla per motivi del tutto futili che si è esaurita in una manciata di secondi.

Nonostante l’assenza di armi, l’azione è stata descritta come dotata di una forza brutale: i filmati mostrano la vittima colpita ripetutamente, con l’aggressione che sarebbe proseguita con energia anche dopo che l’uomo si era ormai accasciato al suolo.

Mentre la magistratura di Massa si occupa dei maggiorenni, la posizione di altri tre giovani, minorenni, tra cui almeno uno già fermato, è al vaglio della Procura per i Minorenni di Genova. Nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà sulle risultanze mediche e legali.
L’interrogatorio di garanzia davanti al GIP permetterà agli indagati di fornire la propria versione dei fatti, mentre l’autopsia affidata al professor Francesco Ventura dell’Università di Genova dovrà chiarire quale sia stato l’impatto fatale e la causa esatta del decesso.
Nel frattempo, la persona che era a assieme a Giacomo Bongiorni, suo cognato, anch’egli vittima della violenta aggressione, resta ricoverata in ospedale con una prognosi significativa dovuta alle fratture riportate alla tibia e al setto nasale, in attesa di poter essere ascoltata dagli investigatori per completare il puzzle di quella notte di follia.

La Procuratrice della Repubblica per i Minorenni di Genova Tiziana Paolillo non dice nulla sulle indagini da lei condotte, ma spiega che “il procedimento che vede coinvolti autori di reato e anche vittime “indirette” minorenni, impone modalità di comunicazione esterna particolarmente attente e ciò al fine di bilanciare il più possibile, da un lato, il sussistente e attuale interesse pubblico ad una corretta informazione e, dall’altro, il diritto di ogni minore a non subire, laddove possibile, forme di sovraesposizione mediatica”. Per questo motivo, si riserva di convocare nei prossimi giorni una conferenza stampa.

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Redazione
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