
Murales per fermare le frane: 109mila euro spesi male
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“Il muro di ’Mr.Savethewall’, finanziato con 109mila euro dal Comune, rimosso dal pontile di Marina di Massa e portato all’ex mercato delle Jare, sarà utilizzato, in caso di frane in collina, come muro di contenimento”. Abbiamo capito bene? Davvero un’opera d’arte costata così tanto verrà impiegata come contenimento di una frana? Sì, abbiamo capito bene. E’ il primo atto del sindaco Francesco Persiani nelle vesti di commissario straordinario per il recupero del pontile di Marina danneggiato dal naufragio della Guang Rong. La notizia è stata riportata dai media locali nei giorni scorsi. La Nazione l’ha definita “un’idea che ha il sapore di avanguardia”. Secondo noi è “oltre” ogni avanguardia: è, se ci pensate, l’annullamento del significato dell’opera artistica e la sua riduzione al materiale con cui (o su cui) è stata realizzata. Ma, soprattutto, è la certificazione che quei 100mila euro (pagati dalla collettività) potevano essere spesi meglio.
Ricapitoliamo. Nell’agosto scorso nella piazzetta davanti al pontile era stato inaugurato il murale di Mr. Savethewall, al secolo Pierpaolo Perretti. Un’installazione lunga quaranta metri con venti disegni: figure di grandi artisti del passato rivisitati in stile street art, panorami di Marina prima e dopo il naufragio; le rane in giacca e cravatta, protagoniste di tante opere dell’artista comasco. L’opera, è chiaro fin dall’inizio, per quanto costata così tanti soldi pubblici, sarà temporanea: quando la rimozione della nave sarà completate e si inizierà il rifacimento del pontile, dovrà essere tolta da lì. Infatti, adesso è stata portata alle Jare.
Sul futuro del murale, il sindaco Persiani, nei giorni dell’inaugurazione era stato piuttosto vago: “Potrebbe essere trasferito in centro oppure sezionato e venduto all’asta, con il ricavato destinato in beneficenza”, aveva dichiarato sempre alla Nazione (del 19 agosto 25). Niente di chiaro, ma sempre meglio del destino toccato a un altro murales massese: i Narcisi, realizzati sui muri del mercato coperto dal collettivo Orticanoodles (e dagli studenti del Palma). Quello è stato eliminato per far posto ai cantieri di ristrutturazione del mercato. Tanto era costato solo 4mila euro e lo aveva voluto una giunta di sinistra…
Poi, ecco il pensiero stupendo, l’alzata di ingegno “con il sapore di avanguardia”: il murale di Mr Savethewall usiamolo, come protezione in caso di frane. In fondo si tratta di blocchi di cemento, che problema c’è?
Una soluzione, a quanto pare, concordata con il signor Salva-muri, autore del murale sui blocchi: “Abbiamo dialogato con l’artista e abbiamo convenuto insieme che, dopo essere stato numerato e posizionato all’ex mercato, di utilizzare il murale per un’idea interessante, ovvero, in caso di frane al monte, potrà essere posizionato come muro di contenimento del monte. Se prima era stato concepito come contenimento al pubblico verso il pontile, quando la città era ’ferita’ ora potrà aiutare in caso di frane”, ha dichiarato il sindaco. E se non si dovessero più verificare smottamento sulle dissestate colline massesi? Niente paura, rassicura ancora Persiani: “Se, come ci auguriamo, non servirà per eventuali frane, niente ci vieta di poterlo installare in una strada panoramica”. Insomma, una collocazione vale l’altra: le rane in giacca e cravatta le rivedremo, forse, lungo le strade di Forno o di Guadine, o in qualche altra zona investita da uno smottamento. Oppure, resteranno per chissà quanto alle Jare.
Quanto al valore artistico dei disegni, al “messaggio” dell’opera, chissenefrega. E chissenefrega se è costata 109mila euro dei massesi.










