Baldini CT, l’Italia che non ha il coraggio di osare

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FIRENZE – Stasera a Coverciano si raduna una nuova Nazionale, ma per i media sembra quasi non esistere. Mentre i quotidiani sportivi sprecano fiumi d’inchiostro sul valzer delle panchine, sul calciomercato affollato di stranieri sconosciuti e sui prossimi Mondiali.

L’esordio di Silvio Baldini sulla panchina azzurra raccoglie uno spazio mediatico pari a zero. Un paradosso evidente per un movimento calcistico che non fa altro che lamentarsi della scarsa valorizzazione dei talenti di casa nostra.

Silvio da Massa, in Toscana, è uno dei pochissimi tecnici a teorizzare e praticare il contrario: valorizzare il talento italiano che, seppur sottotraccia, abbonda.

Un traghettatore verso il passato?

La nuova Italia scenderà in campo il 3 e il 7 giugno per affrontare Lussemburgo e Grecia in due sfide amichevoli che si preannunciano quasi invisibili agli occhi del grande pubblico.

Il motivo è da ricercare nelle stanze dei bottoni del calcio italiano, dove Baldini viene considerato un semplice traghettatore. Un “Caronte” incaricato di guidare la transizione dal disastro in Bosnia fino alla nomina del nuovo commissario tecnico ufficiale.

I rumors portano con insistenza al nome di Antonio Conte. Un grande allenatore, senza dubbio, ma che per molti rappresenta una minestra riscaldata: un ritorno al passato e a quel 3-5-2 ormai privo di novità.

Un Paese calcisticamente coraggioso farebbe una scelta diversa: darebbe carta bianca all’uomo venuto dalle Apuane, un tecnico capace di plasmare, formare e lanciare i giovani.

Il blocco Under 21 e le prospettive future

Le convocazioni diramate da Baldini parlano chiaro. Escluso l’ormai veterano Donnarumma, la rosa è la trasposizione quasi letterale dell’Under 21 che tanto bene ha fatto finora. C’è talento in abbondanza in questo gruppo, una risorsa che andrebbe coltivata con pazienza e cura, come una piantina al sole sul terrazzo di casa.

Baldini avrebbe le qualità per gettare le basi di un progetto a lungo termine, diventando l’architrave della rinascita azzurra. Lo scenario più probabile, tuttavia, descrive un finale già scritto:

22 Giugno: Elezione del nuovo presidente federale (con Giovanni Malagò in pole position).

La svolta (apparente): Cambio totale della guida tecnica per tornare a logiche già viste.

I candidati: Ritorno di Conte, Mancini o profili simili.

Il rischio concreto è quello di cambiare tutto per non cambiare niente. Chi ama il lato romantico e pulito del pallone guarderà a queste due amichevoli con affetto e un pizzico di illusione, consapevoli che dal giorno dopo, con ogni probabilità, la “Giovine Italia” verrà nuovamente relegata nelle brevi dei giornali.

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Giorgio Billeri
Articoli: 12

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