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Di Aldo Antola
Massa- Questa volta sembra proprio tutto fatto. L’imprenditore genovese, o savonese, venerdì ha fatto visita in città, ha parlato con la controparte, ha visionato lo stadio e la struttura. Ha parlato con chi ha gestito acquisti, contratti, accordi, fornitori, possibilità, tesserati. Sempre accompagnato da personale al corrente di tutte, o quasi, le cose, è poi tornato in Liguria.
Ha chiesto moltissime informazioni e visionato documenti, costi, spese per analizzare il tutto con calma in questo fine settimana e poi valutare che decisioni prendere. Ha visionato i contratti in essere del personale della società, le forniture sportive – come gruppo potrebbero già avere loro fornitori come Givova, Joma ecc. -, i ristoranti, i pullman e altro. Ha visionato direttamente anche lo stadio. Qui non sappiamo che idea si sia fatto, visto che a noi da anni non è più nota la capienza ufficiale.
L’incontro dunque sembra sia andato molto bene. Era accompagnato da un’altra persona che forse potrebbe fare da suo delegato. Poi è andato via, all’apparenza molto soddisfatto. L’impressione, ma solo questa, è che potrebbero già avere una struttura dirigenziale di loro fiducia, forse solo amministrativa ma possibile anche tecnica. Il condizionale è d’obbligo visto che alla fine quello che importa è l’accordo scritto: le firme. E di ufficiale ancora niente. Ma lunedì potrebbe esserci il primo comunicato.
Detto tutto delle condizioni della Massese, resta da parlare del futuro acquirente. È ligure, questo è sicuro, e la sua attività è legata all’industria o al mondo delle bonifiche. È qui perché per loro ci potrebbe essere un gran lavoro. Ma dietro potrebbe esserci qualche altro interesse imprenditoriale. Insomma, sicuramente e giustamente, chi si muove da un’altra regione per rilevare una società di calcio, anche se dilettantistica, deve avere delle motivazioni. Che siano economiche, di soddisfazione personale o di prestigio non importa. Questo lo dovrà poi giudicare l’amministrazione e la città. Vedremo nei prossimi giorni.
Nel frattempo anche fra i giocatori comincia ad esserci movimento, contatti, promesse. “Importante è salvare la società – ci ha detto a parte l’ex DG Stefano Mazzanti – poi, indipendentemente da chi ci sarà alla guida tecnica, per fare una squadra in grado di tornare subito nella categoria superiore il tempo a disposizione c’è. Giocatori che verrebbero volentieri a Massa ancora molti disponibili”. Ma servono anche disponibilità finanziarie.