“Mi hai criticato, con te non ci parlo” e Ak47: un modo distorto di intendere il giornalismo

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Un personaggio (?) politico (?), e i due punti interrogativi non sono lì a caso, mi ha contattato, tempo fa, per un’intervista. Voleva dire la sua, vuotare il sacco su una vicenda che fa ancora molto discutere, dando la sua versione dei fatti a Prima Pagina Massa Carrara.

Poi, qualche giorno dopo, ci ha ripensato: “Mi spiace ma nella squadra della vostra redazione c’è anche Rossana Lazzini e allora no, lei è una che mi ha bastonato troppe volte. No, se c’è lei niente”.

Non è che me ne sia fatta una croce, anche perché, poco dopo, il personaggio in questione ci ha pensato da solo a mettersi in ridicolo (perché si sa, siamo tutti giornalisti, ma non proprio tutti). Quello che importa per me, e lo dico anche per quello che ho subito in passato, è difendere una squadra di cui vado orgogliosa. E Rossana ne fa parte a pieno titolo: la sua Cronaca Timeout è uno dei canali di informazione che da anni fa un controcanto alle veline, ai tanti “tutto bene, madama la marchesa”. Si può non essere d’accordo, si può anche criticare. Quello che non bisogna accettare è che qualcuno commenti nel suo blog parlando di un’arma. Una Ak 47.

No, questo non si deve accettare. E non scandalizziamoci però, perché è figlio di un modus, di un approccio alla stampa a senso unico: “Mi hai criticato, allora con te non ci parlo”. Io mi auguro solo che tanti, come me, continuino a difendere la libertà di stampa. Non con parole vuote. Ma con i fatti.

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Alessandra Vivoli
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