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A Aulla il CPR non si fa. A Massa Carrara si vedrà. In mezzo, sospeso nel vuoto come un equilibrista senza rete, c’è Roberto Valettini. Con una faccia da sindaco e una da presidente. Con un “no” secco in un consiglio e un’astensione nell’altro.
Nell’ ultimo consiglio Provinciale sul tavolo arriva il Centro di Permanenza per i Rimpatri. Valettini, che siede su entrambe le poltrone, sceglie la terza via: quella che non sceglie. Da primo cittadino di Aulla vota contro, senza mezzi termini. Da presidente della Provincia si astiene, lasciando che il progetto respiri e vada avanti.
È la politica del “contento tutti e scontento nessuno”. Peccato che in Lunigiana la gente non si accontenti più. Qui l’alluvione del 2011 ha lasciato cicatrici che non si chiudono. Qui la fiducia nelle istituzioni si misura in millimetri, e Valettini ne ha appena bruciati un bel po’.
Perché se il CPR è un male per Aulla, lo è anche per l’intera provincia. O almeno così dovrebbe essere, se la coerenza contasse più della poltrona. Invece no. Da sindaco si cavalca il malcontento locale, da presidente si fa spazio al “realismo istituzionale”. Tradotto: non dare fastidio a Roma, non spaccare la maggioranza, non rischiare la sedia.
Non è la prima volta che Valettini cambia registro a seconda della platea. Nel 2011 era in piazza con il Comitato Alluvionati, a urlare contro chi aveva fallito. Nel 2014 si sedeva al fianco degli imputati nel processo per il disastro ambientale. Allora la linea era chiara: stare con la gente. Oggi la linea è sfumata: stare a metà.
L’astensione è il rifugio di chi ha paura di perdere. È il “vediamo” di chi non vuole prendersi la responsabilità di un “no”. È il gesto di chi pesa i voti più dei principi. E in un territorio che ha già dato troppo e ricevuto troppo poco, questo pesa.
La verità è semplice: non puoi essere il difensore di Aulla e il mediatore di Massa Carrara nello stesso momento. Prima o poi le due facce si scontrano. E quando succede, la maschera cade.
Aulla ha detto no. La Provincia ha detto “forse”. Valettini ha detto tutto e il contrario di tutto. La gente, intanto, ha capito.