
Polizia Locale di Massa in stato di agitazione: “Così si mette a rischio la sicurezza di agenti e cittadini”
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Massa- La RSU del Comune di Massa ha proclamato lo stato di agitazione del personale della Polizia Locale. La decisione è arrivata dopo un’assemblea molto partecipata e su mandato delle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, CSA FP e UIL FPL.
Un disagio “diffuso e crescente”
Secondo la RSU, alla base c’è un malessere lavorativo ormai non più sostenibile. Da tempo il personale segnala una serie di criticità all’Amministrazione e al Comando, rimaste però senza risposta. Tra i nodi principali: la totale assenza di corrette relazioni sindacali e il mancato coinvolgimento della RSU e delle http://OO.SS. nelle scelte organizzative che ricadono direttamente sulle condizioni di lavoro.
Personale insufficiente e turni a rischio
Il documento denuncia un grave e cronico sotto-organico del Corpo. Il problema si è aggravato con l’introduzione del turno serale senza un contestuale potenziamento degli organici. Risultato: carichi di lavoro aumentati, distribuiti in modo disomogeneo e, in alcuni casi, una compressione del diritto alle ferie per tamponare la carenza di personale.
Particolarmente critica la situazione degli ufficiali. Sono solo due, oltre al Comandante, e spesso in servizio ne è presente uno solo. Questo lascia scoperti due dei tre turni giornalieri, con evidenti ricadute su organizzazione, coordinamento e sicurezza del servizio.
Meno tutele e più rischi
La RSU segnala anche la perdita di tutele consolidate negli anni. Ad esempio, la possibilità per il personale con età anagrafica avanzata di essere esonerato dai servizi notturni, o lo svolgimento del servizio “in coppia”, considerato fondamentale per garantire la sicurezza degli operatori.
L’introduzione del turno serale-notturno, avvenuta senza accordo sindacale, viene letta come un tentativo di trasformare la Polizia Locale in una forza sempre più orientata a compiti di sicurezza e ordine pubblico. Un ruolo che, secondo la RSU, compete in via prioritaria alle Forze di Polizia dello Stato.
“Far intervenire la Polizia Locale in scenari ad alto rischio come risse o situazioni di particolare violenza, senza formazione specifica e senza coordinamento con le Forze dello Stato, significa esporre il personale a rischi non ordinari e non giustificati”, si legge nel testo.
La richiesta: regole chiare e sicurezza prima di tutto
La RSU ricorda che, ai sensi del http://D.Lgs 81/2008, garantire la sicurezza degli operatori attraverso l’organizzazione dei servizi è un obbligo del datore di lavoro. Ed è anche “il presupposto indispensabile per garantire la sicurezza anche dei cittadini”.
La conclusione è netta: “La sicurezza non si garantisce improvvisando né attribuendo alla Polizia Locale compiti che prioritariamente spettano ad altri. Servono regole e disposizioni chiare, responsabilità definite e un’organizzazione che tuteli gli operatori e, di conseguenza, l’intera comunità”.










