“Diffamò Luigi Cadorna”, condannata una sindaca: una storia che riguarda anche noi

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Il tribunale di Lecce ha condannato la sindaca di Specchia (cittadina di 4.500 abitanti) a pagare una multa di 800 euro per diffamazione aggravata, per aver offeso la memoria del generale Luigi Cadorna. Sì, quello di Caporetto e delle fucilazioni dei soldati che disobbedivano. La sindaca, Anna Laura Remigi, era stata querelata da Carlo Cadorna, pronipote del generale del Regio Esercito della Prima guerra mondiale. In difesa della prima cittadina era stato chiamato a testimoniare nientemeno che lo storico Alessandro Barbero, il quale – riferiscono le cronache dei media pugliesi – aveva tenuto in aula una sorta di lectio magistralis di quasi due ore. Non è servito: il giudice monocratico di Lecce Andrea Giannone ha stabilito che insultare il generale che comandava l’esercito quando nel 1917 ci fu la disfatta di Caporetto è reato.

Una sentenza, diciamo, controcorrente, su cui sarebbe interessante sentire il parere dei pronipoti delle migliaia di soldati mandati al macello nelle trincee del Carso o fucilati per decimazione.
Vero, la sindaca aveva esagerato. Aveva definito Cadorna “sanguinario” e «ominicchio di guerra», accostandolo a figure come il mostro di Firenze, Hitler e Jack lo squartatore. Ma d’altro canto il giudizio storico su Luigi Cadorna è inappellabile. Basta aprire un qualsiasi manuale di storia, per farcelo tornare in mente. Scrive, ad esempio, Denis Mack Smith nella sua consultatissima “Storia d’Italia” (Laterza 1997): “…la sconfitta (di Caporetto) fu dovuta fondamentalmente alla mediocrità di stratega di Cadorna”; e poi, sempre a proposito della catastrofe di Caporetto: “Cadorna parlò della viltà della Seconda armata…. E non esitò a far fucilare anche soldati che non si trovavano in zona di operazioni belliche nei giorni in cui si erano verificati casi disobbedienza fra le truppe”. Insomma, è ben chiaro nella memoria collettiva ciò di cui fu protagonista.

Ora, va detto anche che la sindaca di Specchia aveva lanciato la sua invettiva contro il generale durante una cerimonia pubblica in cui si decideva di intitolare a Gino Strada una strada del paese, che precedentemente portava proprio il nome di Cadorna.
Il che ci fa ricordare un’altra cosa: che anche a Marina di Carrara c’è una via Luigi Cadorna. Forse, sarebbe ora di cambiarla.

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Claudio Figaia
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