
Carrara, sciopero dei cavatori: mobilitazione generale per il rinnovo del contratto
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Una partecipata giornata di sciopero ha coinvolto questa mattina i lavoratori del settore lapideo dei bacini carraresi. Un corteo composto da circa 400 persone, partito da località San Martino, ha attraversato le vie del centro cittadino per poi fermarsi davanti al municipio. La protesta, caratterizzata sin dalle prime ore del mattino da picchetti e blocchi stradali agli accessi delle aziende, è stata indetta per sollecitare il rinnovo del contratto integrativo provinciale, atteso da diversi anni.
Il segretario Nicola Del Vecchio ha spiegato le ragioni della mobilitazione, sottolineando l’assenza di risposte da parte datoriale: “Oggi stiamo scioperando per chiedere il rinnovo dell’integrativo lapideo. Abbiamo mandato da due mesi e mezzo la piattaforma, gli industriali non hanno avuto né modo né tempo per darci delle risposte”. Del Vecchio ha inoltre evidenziato l’urgenza di un aggiornamento normativo ed economico: “L’integrativo attuale è scaduto da mesi abbiamo un’inflazione alle stelle, le condizioni di vita e di lavoro sono completamente cambiate, e noi vogliamo e chiediamo un rinnovo e un’integrazione sia per quanto riguarda la parte economica, sia soprattutto per quanto riguarda la parte normativa, con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.
Anche Michele Folloni, Segretario Generale CISL Toscana Nord, ha ribadito l’importanza della giornata: “Le aspettative, intanto, di avere un riscontro da parte di Confindustria sul fatto che il contratto integrativo provinciale del marmo venga rinnovato e quindi non venga minimamente messo in discussione”. L’obiettivo sindacale è quello di avviare rapidamente incontri che permettano di giungere a un risultato soddisfacente per tutti i lavoratori.
La Sindaca Serena Arrighi ha ricevuto i rappresentanti sindacali, assumendo un ruolo di mediazione richiesto da CGIL, CISL e UIL. Prima dell’incontro, la prima cittadina aveva dichiarato: “È nostro compito fare sì che tutte le parti sociali riescano a raggiungere un accordo e il nostro compito fare sì che il settore lapideo continui ad essere un settore ben seguito sotto tutti i punti di vista, anche quello contrattuale”.
Al termine del vertice ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto: “Sì, oggi abbiamo fatto la nostra parte, che è quella di mediare in mezzo alle parti.Sono stati raggiunti i punti che desideravano i lavoratori, cioè la certezza che il vecchio integrativo sia riconfermato adesso e soprattutto che da lunedì si parta con la trattativa operativa riguardo alla piattaforma che è stata presentata”.
Anche Elia Buffa, coordinatore del sindacato USB ha voluto contribuire con una breve riflessione al commento sullo sciopero dei cavatori. “Fin dalle prime luci dell’ alba i lavoratori del marmo hanno incrociato le braccia per pretendere l’ apertura della discussione sulla bozza di contratto inviata agli industriali mesi fa dalle sigle sindacali. Anche nelle aziende dove USB é presente registriamo una partecipazione massiccia alla mobilitazione.
Al termine della giornata di mobilitazione arriva una prima apertura da parte degli industriali del marmo; timida, ma reale.
Accettano, con una mail inviata alle organizzazioni sindacali firmatarie del rinnovo scorso la prosecuzione delle migliorie conquistate 4 anni fa e si rendono disponibili per un confronto sulle nuove proposte per lunedì prossimo.
A votazione l’assemblea dei lavoratori convocata sul momento e in maniera a nostro avviso un po’ caotica decide di sospendere gli scioperi in vista del tavolo programmato. Per quanto ci riguarda le assemblee e le votazioni operaie sono sovrane. I lavoratori decidono ciò che bisogna fare e le organizzazioni sindacali ne prendono atto e così faremo di conseguenza, sempre.
Per cui per la giornata di domani non indirremo – conclude Buffa – alcuno sciopero nel rispetto della decisione presa.
Crediamo comunque che sarebbe stato meglio mantenere aperto uno stato di agitazione, magari con sciopero a fine turno di qualche ora, a singhiozzo o mirati, senza chiudere l’agitazione proprio ora che si siedono a trattativa.
Il rischio a nostro avviso é che martedì ci si ritrovi nuovamente a doverci mobilitare.
La battaglia per il nuovo contratto è quindi ancora in salita. Da parte nostra, consapevoli di essere forza minoritaria in questa vertenza, faremo il possibile per contribuire a portare a casa questo risultato, nonostante si tenti sempre di metterci al palo inquanto voce scomoda e fuori dal coro.










