
Massa, vergogna casa popolare: 6 persone in 60 metri. E dal Comune e da ERP solo silenzio
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Massa- Sei persone dentro 60 metri quadrati. Due genitori e quattro bambini ammassati come in un ripostiglio, con la muffa che sale sui muri, un bagno minuscolo e neppure un tavolo dove i figli possano fare i compiti. Questa non è una casa. È un vergogna.
Le foto che pubblichiamo parlano da sole: un tavolo da cucina incastrato tra le sedie, corridoi trasformati in magazzini di buste e panni, scarpe accatastate a decine su due mensole perché non c’è un armadio, non c’è un posto, non c’è nulla. Con il caldo di questi mesi i bambini per dormire vengono spostati da un angolo all’altro, come pacchi.
Questa famiglia ha bussato a tutte le porte. Ha scritto e parlato con il presidente di ERP Luca Panfietti. Con l’assessore al sociale Francesco Mangiaracina. Con le assistenti sociali. Risultato? Niente. Anzi: “Non possiamo fare niente”.
“Non possiamo fare niente”. È la frase più indecente che un’istituzione possa dire a quattro bambini. È disumano. È una violazione dei diritti più elementari dell’infanzia. Mentre il Comune di Massa ha decine di alloggi vuoti, chiusi, lasciati a marcire, una famiglia con quattro minori viene lasciata a marcire in 60 metri quadrati umidi e sovraffollati.
Dov’è l’assessore al sociale? Dov’è il presidente di ERP? A cosa serve occupare quelle poltrone se davanti a una situazione del genere la risposta è alzare le spalle? Non stiamo parlando di un capriccio, di una richiesta di una casa più bella. Stiamo parlando di dignità. Di salute. Di bambini che respirano muffa, che non hanno un angolo per studiare, che non hanno una cameretta.
La legge sull’ERP è chiara: gli alloggi devono essere adeguati al nucleo familiare. Sei persone in 60 metri non è adeguato. È sovraffollamento. E il sovraffollamento con quattro minori a carico non è un disagio, è un’emergenza sociale.
Massa non può girarsi dall’altra parte. Panfietti e Mangiaracina non possono girarsi dall’altra parte. Trovino subito una soluzione dignitosa. Subito. Perché ogni giorno che passa in quella casa è un giorno rubato all’infanzia di quei quattro bambini.












