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Open Arms, il Tribunale di Massa annulla il fermo della nave: “Il secondo salvataggio era legittimo”
Il Tribunale di Massa ha annullato il provvedimento di fermo amministrativo disposto nei confronti della nave della ong Open Arms, stabilendo che l’intervento effettuato durante la missione 106 nel Mediterraneo centrale non violava le norme previste dal cosiddetto Decreto Piantedosi.
I fatti risalgono al settembre 2023, quando l’imbarcazione dell’organizzazione umanitaria aveva soccorso complessivamente 178 persone in difficoltà. Dopo un primo intervento, era giunta una seconda richiesta urgente di aiuto in un’area priva di altri mezzi disponibili. La nave aveva quindi effettuato un ulteriore salvataggio prima di dirigersi verso il porto assegnato.
Una scelta che, all’epoca, aveva portato le autorità a contestare l’operato dell’equipaggio: la nave era stata fermata per 20 giorni e sanzionata, con l’accusa di non aver rispettato le disposizioni operative previste dalla normativa.
Oggi però il Tribunale ha ribaltato quella decisione. Secondo i giudici, il secondo intervento di soccorso era pienamente giustificato dalla situazione di emergenza e non ha comportato alcun ritardo nella navigazione verso il porto indicato. Di conseguenza, il fermo non avrebbe dovuto essere applicato.
La sentenza rappresenta un passaggio significativo nel dibattito sulle operazioni delle ong nel Mediterraneo. Viene infatti ribadito un principio centrale: in presenza di persone in pericolo in mare, l’obbligo di soccorso prevale su ogni altra considerazione.
Dalla ong sottolineano come il pronunciamento confermi la correttezza delle scelte operative adottate in quella missione e ribadiscono la propria linea: intervenire sempre quando ci sono vite a rischio. Un orientamento che, alla luce della decisione del tribunale, trova ora anche un riconoscimento giuridico.







