
“Il carcere di Massa agonizza per il sovraffollamento”. La denuncia di Cesare Battisti
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MASSA – Alcuni mesi fa aveva inviato dal carcere di Massa una lettera alla redazione della Nazione in cui parlava di disparità di trattamento e di negato accesso ai benefici previsti per legge ai detenuti, come permessi premio, semi-libertà, la possibilità di riabbracciare il figlio. Ora Cesare Battisti fa sentire di nuovo la sua voce. Per denunciare la situazione di sovraffollamento del penitenziario di via delle Gorine. Lo fa con una lettera inviata al suo avvocato Davide Stancanella e diffusa dall’Agi.
Premessa per chi non lo ricorda: Cesare Battisti, arrestato in Bolivia nel 2019 dopo anni di latitanza, è detenuto dal 2023; sta scontando una condanna all’ergastolo per quattro omicidi commessi negli anni di Piombo, tra il 1978 e il 1979, quando militava nei Proletari armati per il comunismo (Pac).
Nella lettera, che riprendiamo dal sito dell’agenzia Agi Battisti scrive fra l’altro:
“Questo carcere era un faro di civiltà”
“Massa non ce la fa più. Agonizza sotto il peso di un sovraffollamento che rende impossibile la gestione del carcere”. “In pochi mesi è passata da faro di civiltà in materia di esecuzione penale e con una capienza massima di 170 reclusi, agli attuali oltre 300 e al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ndr) non sono ancora soddisfatti, ne arrivano quotidianamente”.
“La criminalità diminuisce ma il governo riempie le carceri”
Secondo Battisti questo drastico peggioramento delle condizioni di vita dentro le carceri è reso possibile “dall’emanazione di un crescendo di decreti liberticidi” emanati dal governo Meloni. “A fronte statistiche che ci dicono che la criminalità negli ultimi anni in Italia è letteralmente crollata, perché la popolazione detenuta aumenta e perché ci sentiamo tanto insicuri?” si chiede poi. E risposta, oltre che nei decreti sicurezza, sta a suo avviso “nell’auto assoluzione di politici che ci vorrebbero far credere che è riempendo il carcere fino a farlo scoppiare che si affrontano i problemi di un Paese dove dire giustizia sociale è oggi uno slogan scaduto”.
“Cibo scadente e scarso, cucina in condizioni scandalose”
L’ex componente dei Pac scende poi nello specifico di Massa: “Il degrado della cucina è scandalosamente incompatibile con le più elementari norme sanitarie. Le conseguenze di questa situazione si ripercuotono sulla salute della popolazione detenuta, a cominciare dalla qualità scadente del vitto (alcuni generi alimentari originalmente destinati allo scarto dalle catene di distribuzione qui vengono sistematicamente ridistribuiti); perfino la quantità è insufficiente”.
“Infermeria trasformata in deposito per casi psichiatrici”
L’infermeria del carcere, poi “già di per sé inadeguata a garantire la dovuta assistenza sanitaria alla popolazione detenuta, con il sovraffollamento è stata riconvertita in deposito per gravi casi di tossicodipendenza o per soggetti psichiatrici che dovrebbero essere trattati fuori dalla struttura carceraria. In queste condizioni, assillati dalla richiesta di psicofarmaci, con la somministrazione di dosi sempre più massicce e devastanti, e nel continuo stato di allerta per atti di autolesionismo, medici e infermieri si ritrovano nell’impossibilità di svolgere adeguatamente la loro normale missione in seno alla popolazione detenuta”.
“Tre brande in una sola cella”
“Il sovraffollamento repentino non ha risparmiato la cosiddetta sezione avanzata: nelle celle a due è stata aggiunta una terza branda (una promiscuità che ignora le norme basiche che dovrebbero regolare la separazione tra detenuti di diversa tipologia). Si vocifera, inoltre, che presto sarà addirittura aggiunta una quarta branda”.
“Corridoi sporchi e fumosi”
E ancora Battisti spiega al suo avvocato che “la sporcizia regna nei corridoi e in tutte le aree in comune; i locali riservati alla socialità, oltre a essere sprovvisti di servizi sanitari, sono diventati luogo di bivacco per fumatori, per i quali non è stato previsto uno spazio adeguato.
I frigoriferi in cella qui sono vietati e quelli disponibili posti nelle aree in comune, essendo ben al disotto del fabbisogno di una sezione, creano scompiglio nella ressa degli usuari”.
“Per fortuna c’è il lavoro, ma…”
“È pur vero – riconosce l’ex Pac – che, nonostante tanti inconvenienti, questo carcere continua a offrire ai detenuti un cospicuo numero di posti di lavoro e in questo senso, rispetto a tutto il sistema penitenziario, la Casa Circondariale di Massa rimane certamente ben al disopra della media.Tuttavia, la graduatoria per l’accesso al lavoro interno non rispetta rigorosamente il punteggio previsto dall’Ordinamento Penitenziario, talvolta segue logiche discriminatorie e, purtroppo, anche di deplorevoli favoritismi”.










