Amarcord – 9 ottobre 2016: muore l’Emilia, la sindaca del cambiamento

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CARRARA – Il 9 ottobre di dieci anni fa (i giornali ne diedero notizia il 10) moriva Emilia Fazzi Contigli. Insegnante, poi preside, poi “preside” della città: fu la  prima sindaca donna di Carrara. Guidò la città dal 1994 al 1998, i tempi di Tangentopoli, del crollo della Prima Repubblica, dei partiti allo sbando. E quella di Fazzi Contigli, per tutti “l’Emilia”, fu un’amministrazione innovativa e “unica”. E molto di sinistra.

Era la prima volta che si votava con il sistema dell’elezione diretta con ballottaggio. L’Emilia era sostenuta da una coalizione formata da Pds, Rifondazione, Rete e Pri. Sconfisse largamente, al secondo turno, il candidato del centrodestra Enrico Nori, già ghost writer di Gianni Agnelli. Fazzi-Contigli ottenne il 59,5% dei consensi, contro il 40,1% del suo contendente.
Della sua giunta facevano parte Giovanni Faggioni (scomparso proprio pochi giorni fa); che era anche vicesindaco; Fabio Bernieri, Angelo Possemato, Ildo Fusani, Luigi Guccinelli. (Possemato fu poi sostituito da Maria Grazia Orlandi e Bernieri da Piero Marchini).

Durante il suo mandato fece partire importanti lavori per la realizzazione delle fognature nere che misero sottosopra la città, tipo quelli di adesso, che le attirarono molte critiche, ma che erano attesi da decenni. Affrontò quella che fu forse la prima contestazione anti-islam: una specie di rivolta contro l’apertura di una moschea (che poi era un semplice luogo dove pregare) ad Avenza. La Carrara democratica rispose con una grande manifestazione in città, l’Emilia era in prima fila, con il tricolore.

Soprattutto, sotto il suo mandato, venne approvato il Regolamento degli agri marmiferi. Una norma di importanza storica che stabiliva la proprietà indisponibile delle cave, la temporaneità delle concessioni la loro onerosità(ossia, un canone di concessione congruo) e l’obbligo della conduzione diretta delle attività di escavazione(cioè la fine del sub-affitto). La fine dei “baroni del marmo”, insomma.
Stavano cambiando molte cose, con la sua sindacatura. Ma dal giorno dopo la sua elezione cominciò contro di lei – anche ad opera di personaggi del suo partito – una guerra strisciante, fatta anche di maligni attacchi personali. A fine mandato non fu ricandidata.

Continuò tuttavia il suo impegno nel sindacato, per la creazione di una biblioteca anarchica (appassionata di storia, era molto vicina ai libertari del Circolo di Via Ulivi), nella promozione di iniziative culturali. Una delle sue ultime apparizioni pubbliche fu l’apertura del cinema Baluardo, le proiezioni organizzate sulla scalinata all’aperto del quartiere per la mancanza di  una sala cinematografica, di cui era madrina. Aveva 78 anni quando si spense.

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Claudio Figaia
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