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(22 apr. 26) Carrara – Inizia a delinearsi il risiko per le amministrative 2027 e il nome che circola con più insistenza è quello di Fabio Felici. Il noto commercialista sembra essere l’uomo scelto per guidare la carica dei “civici”, quella di area centrodestra – composta da Simone Caffaz e Massimiliano Bernardi con Carrara Civica, dal giovane Lorenzo Borghini con associazione Futura e presidente della Consulta Giovani, dalla consigliera comunale Maria Mattei, uscita dalla maggioranza e da Andrea Vannucci con la lista Insieme per Carrara – pronti a presentarlo come il volto del cambiamento necessario per la città.
Tuttavia, grattando via la patina di vernice fresca della dicitura “civica”, emerge un ritratto che i cittadini conoscono fin troppo bene. Il vero tocco di “freschezza” della sua candidatura, infatti, affonda le radici in un passato istituzionale decisamente affollato: già assessore al bilancio, già consigliere comunale nelle file del PD e, per non farsi mancare nulla nel palmarès del potere locale, ex Presidente di IMM-Carrarafiere.
È qui che risiede il fascino intramontabile del civismo nostrano: questa capacità quasi magica di metamorfosi, che permette di presentare un veterano delle partecipate e dei partiti come se fosse una folgorazione dell’ultima ora, una sorta di “outsider” nato ieri. Per Felici non è nemmeno una novità: già nel 2017 il suo profilo era stato lanciato nel toto-sindaco, allora, però, nell’orbita del Partito Democratico. Resta solo da capire se la città avrà abbastanza fantasia da considerare “nuovo” un curriculum che ha già fatto il giro completo di tutte le poltrone che contano.