Giovani miracoli: l’altra CarrareseL’impresa di mister Moriani

A Prima pagina si racconta l'allenatore che ha portato la Asd Carrarese giovani in Promozione

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È un calcio fatto di passione, sudore e senso di appartenenza. Un campionato che si gioca incastrando il lavoro (quello fuori dal rettangolo verde, fatto di otto ore, turni, fatica) con gli allenamenti. Un calcio dove i sacrifici sono tanti e le imprese non sono solo una chimera ma possono diventare una bella realtà.

È da questo calcio ruvido, senza sconti, che parte la cavalcata di mister Raffaele Moriani (poliziotto – indossa la divisa da trent’anni – ma anche calciatore dilettante, prima, e allenatore nelle stesse categorie, dopo).

Raffaele Moriani ha guidato la Asd Carrarese giovani nell’impresa che l’ha portata dritta in Promozione. Un “capolavoro” come lo chiama lui cominciato lo scorso mese di febbraio.

“Sono subentrato nella panchina della Carrarese giovani lo scorso febbraio, alla diciottesima partita di campionato – racconta – In dodici gare abbiamo conquistato 32 punti. AI miei ragazzi l’ho detto per la prima volta prima dell’ultima partita: “Avete fatto un capolavoro”. Ed è quello che penso: qui c’è gente che lavora, che trova il tempo per venire tre volte alla settimana in campo, a lavorare.
Questi campionati li conosco bene, ci ho sempre giocato, penso ad esempio ai cinque anni in cui ho indossato la maglia della Portuale”, e so bene i sacrifici che si devono fare. Ma qui c’è la passione vera, il senso di appartenenza e della maglia: il vero motore è questo”.

Quando ha capito che ce l’avevate fatta, che avevate vinto il campionato?

Ce la siamo giocata fino alla fine, nessuno ci ha regalato nulla, lo ripeto i ragazzi sono stati eccezionali.

L’ho capito dopo le prime partite, c’era una grande risposta da parte della squadra, siamo riusciti a inanellare una serie di risultati importanti”.

Qual è adesso il suo obiettivo? E soprattutto resterà sulla panchina della Ads Carrarese giovani?

Posso confermare che siederò ancora sulla panchina della Carrarese giovani: sono orgoglioso di poter continuare il mio percorso con tranquillità e umiltà.

Il mio obiettivo è proprio questo, continuare a fare le cose che abbiamo fatto in questi mesi e che ci hanno dato grandi soddisfazioni

A chi dedica la promozione conquistata con la sua squadra?

Sono credente quindi in primis a Dio e ai miei genitori spirituali, pastore Paolo e pastora Ketty. Poi voglio condividere questo grande risultato con chi mi ha dato la possibilità di allenare la Carrarese giovani, quindi ringrazio la società, Giulio Dell’Amico, Claudio Santi e Tiziano Franciosi.
Ero un allenatore fermo e avevo dato le dimissioni in tre diverse sessioni: la società ha creduto in me.

Questo grande risultato voglio inoltre condividerlo con la mia famiglia, mia moglie e i miei figli e anche con quelli che hanno avuto il coraggio di dire, quando sono approdato alla Carrarese giovani “Tanto dura cinque giornate e poi dà le dimissioni”.

Mi sono dimesso quando non ho visto un progetto: su questa panchina i progetti li ho visti eccome tanto che sono orgoglioso di portare avanti il percorso iniziato”.

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Redazione
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