Da Ravenna a Massa Carrara: cosa significa davvero ricominciare a 17 anni

A 17 anni ho lasciato Ravenna per Massa Carrara: due città opposte tra mare, montagne e una nuova vita

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Trasferirsi a 17 anni non significa solo cambiare città. Significa lasciare indietro una versione di te stessa. Le abitudini, le persone che vedevi ogni giorno, i posti in cui ti sentivi al sicuro. Significa dover ricominciare proprio quando pensavi di aver finalmente trovato il tuo equilibrio.

A settembre ho lasciato Ravenna, la città dove sono cresciuta, per trasferirmi a Massa Carrara. Sulla carta sono solo due città italiane. Nella realtà sembrano due mondi completamente diversi. E viverli entrambi mi ha fatto capire quanto i luoghi riescano a cambiarti senza che tu te ne accorga.

Ravenna: la mia comfort zone

Ravenna per me è sempre stata casa nel senso più vero del termine. Una città tranquilla, prevedibile, quasi rassicurante. Conoscevo ogni strada, ogni angolo del centro, ogni bar dove fermarmi dopo scuola. C’erano le stesse facce, gli stessi ritmi, la stessa routine che a volte mi stava stretta, ma che adesso mi manca tantissimo.

Mi manca quella sensazione di leggerezza. Il fatto di uscire senza dover pensare troppo. Il mare vicino, le estati sempre uguali ma belle proprio per questo. Ravenna aveva qualcosa di delicato: i mosaici, le strade silenziose, le biciclette ovunque. Crescere lì ti fa sentire protetta.

Forse fin troppo.

Perché quando vivi sempre nello stesso posto, rischi di pensare che il mondo funzioni tutto allo stesso modo.

L’impatto con Massa Carrara

Poi è arrivata Massa Carrara. E sinceramente all’inizio è stato uno shock.

Qui è tutto diverso. Il paesaggio, le persone, il modo di vivere. Passare dalla pianura alle montagne è stranissimo: le Alpi Apuane sembrano enormi, quasi oppressive i primi giorni. Però allo stesso tempo hanno qualcosa di bellissimo. Contrastano in maniera perfetta con il mare chiaro e cristallino. Ti senti piccola, ma in senso positivo.

Anche la città mi è sembrata subito più caotica rispetto a Ravenna. Ci sono tanti contrasti: il mare e la montagna nello stesso posto, zone super turistiche e quartieri più complicati. Devi imparare a orientarti davvero, non solo con le strade ma anche con le persone.

E all’inizio mi sentivo completamente fuori posto.

La parte più difficile: sentirsi “nuova”

Secondo me chi non ha mai cambiato scuola a questa età non può capire davvero cosa significhi.

A 17 anni i gruppi sono già formati. Tutti hanno già i loro amici, le loro abitudini, le loro dinamiche. Tu arrivi nel mezzo e ti senti automaticamente “quella nuova”. E anche se nessuno ti tratta male, ti senti comunque invisibile.

I primi giorni tornavo a casa con quella sensazione pesante addosso. Mi mancavano i miei amici di Ravenna, il sapere sempre con chi stare, il non dovermi presentare da zero ogni volta.

La cosa che ho notato di più è che qui le persone sembrano più chiuse all’inizio. Non fredde, ma pronte a giudicarti da lontano, senza volerti conoscere davvero. A Ravenna mi sembrava tutto più immediato. Qui invece i rapporti si costruiscono lentamente.

E questa cosa mi ha fatto soffrire parecchio all’inizio, perché io volevo sentirmi subito parte di qualcosa.

Però qualcosa cambia

Poi, senza accorgertene, inizi a trovare piccoli punti fermi.

Una persona con cui parlare in classe. Una battuta che ti fa sentire meno estranea. Un posto che inizi a sentire familiare. E pian piano capisci che forse non devi per forza sostituire la tua vecchia vita. Devi solo fare spazio a una nuova versione di te.

Credo che questo trasferimento mi stia insegnando soprattutto ad adattarmi. Ravenna mi ha dato le radici, Massa Carrara mi sta insegnando a crescere.

E non è una crescita romantica come nei film. È scomoda a volte. Ti obbliga a uscire dalla tua zona sicura, a capire chi sei senza tutte le persone e le certezze che avevi prima.

Due città che ormai fanno parte di me

La verità è che Ravenna sarà sempre un posto importante per me. Quando penso al senso di tranquillità, il pensiero va spesso lì. Però sto iniziando a guardare Massa Carrara in modo diverso. Non più come “la città dove mi sono trasferita controvoglia”, ma come un posto che piano piano mi sta cambiando.

Forse crescere è proprio questo: capire che puoi sentirti a casa in più di un luogo. Anche in quelli che all’inizio ti facevano paura.

E anche se una parte di me sentirà sempre nostalgia di Ravenna, oggi so che trasferirmi mi ha resa più forte, più aperta e forse anche più adulta.

Non esiste una città perfetta. Esistono posti che ti insegnano qualcosa.

Ravenna mi ha insegnato la sicurezza.
Massa Carrara mi sta insegnando il coraggio.

Questo articolo è stato scritto da A. B., studente dell’Istituto Tecnico Professionale “A. Salvetti” di Massa, all’interno dell’esperienza di Formazione Scuola Lavoro

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