Alleanza di imprese sul Magra, i timori di Legambiente: il fiume è area protetta

Share your love

Sarzana – (22/05/2026)I rimessaggi e i cantieri nautici che hanno trasformato la foce del Magra in un maxi porto turistico si alleano per essere “più forti”. Nasce così – l’atto notarile è di alcuni giorni fa – “Magra Net”, una rete di imprese a cui hanno aderito molte delle aziende della nautica, operatori dei servizi e realtà economiche attive nell’area del Magra. Compreso il “gigante” Sanlorenzo. L’obiettivo, si legge in una nota diffusa da Navigo, la società che ha curato la nascita della rete come partner strategico, è “costruire un modello condiviso di sviluppo sostenibile, innovazione territoriale e valorizzazione della filiera nautica”. Si tratta cioè di mettere a punto strategie comuni per contare di più e realizzare progetti che le singole realtà difficilmente potrebbero riuscire a gestire.

Dalle escavazioni al turismo “esperienziale: ecco di cosa si occuperà

“Le imprese aderenti lavoreranno in sinergia su diversi ambiti strategici: dalla sostenibilità ambientale e gestione del fiume agli interventi coordinati di escavo e manutenzione, fino allo sviluppo dell’innovazione tecnologica applicata alla nautica. Particolare attenzione sarà dedicata anche al turismo esperienziale legato al fiume e ai borghi del territorio, oltre ai temi della formazione professionale e dell’occupazione giovanile”. Tra gli obiettivi operativi figurano inoltre “la realizzazione di approdi e pontili sostenibili, l’implementazione di sistemi digitali per la gestione del traffico fluviale e la promozione di eventi culturali e turistici finalizzati alla valorizzazione del territorio del Magra”. Nella fase iniziale, si legge ancora nella nota, “il progetto coinvolgerà i territori di Ameglia, Sarzana, Arcola, Vezzano Ligure, Santo Stefano di Magra e Luni, con la prospettiva di una futura estensione anche al versante toscano”.

Da Lorenzo Forcieri a Manolo Cacciatori alla Sanlorenzo: ecco chi c’è

Presidente di Magra Net è stato nominato Matteo Magni, direttore del cantiere Ar-Nav. Al suo fianco un comitato di gestione Manolo Cacciatori (fratello della campionessa di volley Maurizia Cacciatori), già liquidatore di Marinella Spa e titolare di una darsena; Angelo Cosini, Giovanni Lorenzo Forceri, politico notissimo in Ligura (è stato due volte sindaco di Sarzana, senatore, sottosegretario alla Difesa, presidente della Autorità portuale della Spezia) ed Errico Riggio, vicepresidente della Sanlorenzo. Alla rete aderiscono: A.E Service Srl, Ar-Nav Srl, Bibi-Marina, Azzurra Srl, Camping River Srl, DN di Nesci Davide, Eurocolor 2000 Srl, Garbini Paolo (Darsena Garbini), Marina del Ponte di Grandi Stefania, Dario, Armando & C., Metalcost Srl, Pagliarini Group Srl, Sanlorenzo Spa Siti. Srl (Marina 3B) e Società di Servizi Levante Coop.

Le preoccupazioni di Legambiente

Sulla nascita di questa rete di imprese, Legambiente esprime qualche preoccupazione. E avverte: attenzione, il fiume Magra si trova all’interno del Parco Montemarcello Magra e deve essere tutelato: qualsiasi progetto deve guardare per prima cosa all’ambiente. La posizione dell’associazione ambientalista è spiegata in una nota a firma di Stefano Sarti, Vicepresidente Legambiente Liguria e Alessandro Poletti, presidente Circolo del circolo “Valdimagra” di Legambiente che si seguito riportiamo.

“Bene la volontà di fare sistema, anzi siamo decisamente favorevoli a un dialogo tra la nostra associazione e il mondo della nautica e della cantieristica, nell’ottica di migliorare ed in alcuni casi risolvere problemi legati al corretto inserimento delle attività nautiche in un’area ambientalmente sensibile come il fiume Magra.

Però ci stupiamo che nella comunicazione pubblica di questo fatto mai si parli di Parco, e mai si parli di intraprendere azioni per tutelare la biodiversità, e nel rapporto con la Toscana non si parli di tutelare anche quella parte di fiume attraverso la realizzazione, anche in quel caso, di un’area protetta (solo per ricordare, Legambiente ha proposto da tempo di unificare le aree liguri toscane con un grande e unico Parco Nazionale).

Infatti la maggioranza dei soggetti coinvolti nella rete è all’interno del Parco di Montemarcello Magra, che ora è diventato anche Zona Speciale di Conservazione, la quale cosa rende necessario un nuovo Piano Integrato con Normative ben più stringenti. È vero che si parla di sostenibilità, ma ciò significa poco: una sostenibilità senza il suffisso eco- non ha senso all’interno di un’Area Protetta dove ogni forma di sviluppo, se possibile, non può che essere eco-sostenibile e deve più spesso coincidere con la conservazione e la ri-naturalizzazione.

“Il fiume è area protetta: ogni intervento deve essere eco”

Ricordiamoci poi che all’interno del del Parco esiste anche l’importante istituto della Linea di Navigabilità, oltre la quale ancora prima della ZSC già è presente la Riserva Generale Orientata (RGO) del Piano di Parco, e le rive dovrebbero tornare del tutto naturali.

Per tutti questi motivi, chiediamo ai firmatari dell’atto di assumere piena coscienza di essere all’interno di un’area protetta e questo comporta il fatto di dover certamente coniugare con lo sviluppo l’ambiente, ma anche di avere dei limiti nelle potenzialità di sviluppo, limiti dettati dalle condizioni ecologiche e naturalistiche che devono sovraintendere a tutte le attività che si svolgono nelle aree Parco”.

Condividi il tuo amore
logo prima pagina
Claudio Figaia
Articoli: 58

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *