
La devastazione di Gaza su Google Maps e la “Zona di interesse” di Israele
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Da alcune settimane è diventato ancora più difficile distogliere lo sguardo dagli orrori di Gaza. Precisamente da quando Google Maps ha aggiornato le sue immagini e mostra – ora – una panoramica aerea della Striscia come è adesso: città distrutte, edifici sventrati dalle bombe, rovine, macerie. Una schermata vagamente distopica ma terribilmente reale.
Tu sei lì che cerchi la strada più breve per arrivare in un altro posto, oppure allarghi per scoprire una località esotica dove ti piacerebbe andare in vacanza e, zac, l’occhio ti cade su quella striscia grigia di devastazione e morte. La banalità dello zoom.
Il confronto con le immagini precedenti all’aggiornamento, che circola ampiamente sul web, è impressionante e sta suscitando nuove condanne della politica militare di Israele.
C’è però, un dettaglio in più da focalizzare. Basta zoomare di poco e sul monitor compaiono anche le immagini di quel che c’è a una manciata di chilometri da Gaza (cioè nello stato di Israele): campi coltivati, case intatte, strade asfaltate, auto parcheggiate. La normalità a due passi.
Questo contrasto tra realtà così vicine e così diverse mi ha fatto tornare in mente un film bellissimo e inquietante: “La zona di interesse”, vincitore di due premi Oscar nel 2024. Il film (regia Jonathan Glazer, tratto dal romanzo omonimo di Martin Amis) descrive la vita della famiglia del comandante di Auschwitz Rudolf Höss che abita in una villa al confine con il campo di sterminio. Dentro casa la vita quotidiana scorre apparentemente tranquilla, quasi idilliaca, tra bagni in piscina, un giardino incantevole, i giochi dei bambini, il tè della moglie con le amiche… L’orrore che sta aldilà del muro non si vede mai, è sempre fuori campo; soltanto a tratti lo si intuisce: il filo di fumo di un treno in arrivo, sordi rumori di sottofondo appena udibili… Da una parte il genocidio, dall’altra la normalità.
Sembra essere così anche in Israele: oltre il filo spinato e il muro, un popolo martoriato, una terra devastata, dall’altra parte una vita normale. Apparentemente.
La famigliola dell’ufficiale nazista non volge mai il suo interesse verso quel che sta accadendo nel campo di concentramento in cui gli ebrei vengono uccisi nelle camere a gas. Sembra volerlo ignorare. In Israele (e nel resto del mondo) in troppi non guardano mai ciò che è stato fatto in quel gigantesco campo di concentramento a cielo aperto che è la Striscia di Gaza. Vogliono ignorarlo.










