Sciopero di tutto il settore lapideo: domani, giovedì 16 luglio, picchetto e blocco ai canaloni di accesso alle cave

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I lavoratori del lapideo incrociano le braccia: sciopero domani, 16 luglio: alle 9 concentramento nel parcheggio di San Martino, a Carrara. Dalle 5 del mattino invece partiranno i picchetti e il blocco dei canaloni di accesso ai bacini marmiferi.

“Abbiamo ricevuto un mandato unanime da parte di tutti i lavoratori per la proclamazione dello sciopero di tutto il settore lapideo. Non siamo disponibili a mettere in discussione l’integrativo provinciale conquistato con anni di lotte e sacrifici – spiega il segretario provinciale della Cgil Nicola Del Vecchio – Nonostante, infatti, avessimo inviato da ben 3 mesi la nostra piattaforma, gli industriali non hanno trovato il tempo né di leggerla né di avere un mandato dalla propria assemblea a confrontarsi con noi, tanto che ci hanno chiesto di aggiornare l’incontro a fine luglio. Questo atteggiamento rappresenta una vera e propria provocazione che rispediamo al mittente,se gli industriali hanno effettivamente la volontà di sedersi al tavolo ci dicano chiaramente che intanto è confermato integralmente l’attuale integrativo, da lì poi si può aprire una fase serrata di confronto sulle nostre richieste aggiuntive. Fino a quando non sarà fatta chiarezza su questo punto noi non siamo disponibili a fermarci”.

“L’integrativo – prosegue la nota sindacale firmata da FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL– per noi rappresenta un grande punto di avanzamento sia sotto l’aspetto normativo con l’introduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, sia sotto quello economico con le varie indennità aggiuntive che abbiamo conquistato in questi anni a cui non siamo disposti a rinunciare per nessun motivo. E’ principalmente grazie al lavoro dei cavatori che si genera ricchezza, una ricchezza che però deve essere distribuita a chi quotidianamente anche in condizioni critiche, come accade in questi gironi, si trova a lavorare. Dopo tre mesi dall’invio della piattaforma non siamo disponibili ad accettare oltre, il tempo gli industriali lo hanno avuto, anche se magari lo hanno utilizzato per preparare gli ulteriori ricorsi o per chiedere modifiche alle normative che sistematicamente disattendono, per noi il tempo adesso è finito”

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Alessandra Vivoli
Articoli: 70

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