
SANAC, delegazione USB al Ministero l’8 settembre: “Preoccupati per il futuro dell’azienda”
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MASSA-CARRARA – Una delegazione dell’USB parteciperà il prossimo 8 settembre 2026 all’incontro convocato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere del futuro di Sanac, azienda considerata strategica per il comparto dei materiali refrattari e per l’intera filiera dell’acciaio.
A rappresentare il sindacato saranno Elia Buffa, Andrea Bordigoni e Luca Batignani, insieme a Francesco Rizzo, con l’obiettivo di portare al tavolo ministeriale le istanze dei lavoratori e le preoccupazioni maturate negli ultimi mesi attorno alla vertenza.
L’USB ribadisce la propria posizione, sostenuta fin dall’inizio della crisi. «Siamo molto preoccupati per la situazione che si sta delineando – afferma Elia Buffa –. Come abbiamo ripetuto più volte, fino all’ultimo minuto di questa vertenza continueremo a sostenere la necessità della nazionalizzazione dell’intero settore dell’acciaio».
Secondo il sindacato, l’orientamento assunto dal Governo andrebbe invece verso una gestione affidata ai soggetti privati. Una prospettiva che l’USB guarda con forte cautela. «È evidente che l’esecutivo stia percorrendo una strada diversa dalla nostra, affidando questa partita ai privati. Riteniamo che sia una scelta rischiosa e poco lungimirante, ma che ci viene imposta dall’alto. Saremo quindi a Roma per ascoltare e valutare il piano industriale predisposto per Sanac, un progetto che abbiamo già avuto modo di esaminare ma sul quale attendiamo ulteriori dettagli e soprattutto garanzie concrete».
L’incontro dell’8 settembre viene considerato un passaggio cruciale per comprendere quali saranno le prospettive dell’azienda e dei suoi lavoratori. Per l’organizzazione sindacale, infatti, il destino di Sanac non riguarda soltanto l’occupazione diretta, ma coinvolge l’intero sistema produttivo legato all’acciaio.
«Sanac rappresenta un tassello fondamentale del tessuto industriale del nostro territorio e dell’intera filiera siderurgica. Perdere questa realtà o affidarla a soggetti che non offrano adeguate garanzie industriali e occupazionali sarebbe un danno gravissimo», sottolinea l’USB.
L’appuntamento romano sarà dunque seguito con particolare attenzione dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, chiamati a confrontarsi con le scelte che potrebbero determinare il futuro dell’azienda e dei suoi stabilimenti.










