Quando Carlìn Petrini scoprì il lardo di Colonnata

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Carrara (23/05/2026) Visionario, rivoluzionario, instancabile sostenitore della tesi che un altro cibo (diverso da quello omologato e industrializzato), cioè un cibo “buono, giusto e pulito”, è possibile. E necessario. Carlo Petrini, detto Carlìn, scomparso nei giorni scorsi, sarà ricordato per molte cose. Tra le altre, per avere inserito, ormai 27 anni fa, il Lardo di Colonnata tra i presidi di Slow Food. Il nostro lardo, anzi, fu uno dei primissimi prodotti a divenire presidio gastronomico tutelato e promosso da Slow Food. Per alcuni fu il primo in assoluto, per altri preceduto dal cappone di Morozzo (paese nella provincia di Cuneo). Era il 1999, Slow Food era appena nato; oggi conta circa 400 presìdi in Italia (tra i quali ci sono l’Agnello di Zeri, las Marocca di Casola e il Testarolo di Pontremoli) e 600 nel mondo. Il lardo fatto nelle conche di marmo conobbe da allora una notorietà internazionale, diventando uno dei simboli della cultura del cibo italiana e della tradizione da difendere. Grazie a Carlìn.

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Claudio Figaia
Articoli: 58

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