
Lupi in Lunigiana, Gianni Lorenzetti: “Dalla collaborazione, le soluzioni per allevatori e territorio”
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La presenza del lupo e le difficoltà vissute dagli allevatori della Lunigiana sono una questione reale, che le istituzioni hanno il dovere di affrontare con attenzione e responsabilità.
Come presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale ritengo importante ricordare il percorso che è stato avviato nei mesi scorsi, a partire dalle segnalazioni arrivate dai territori più esposti. In particolare, va riconosciuto il ruolo svolto dal sindaco di Zeri, Cristian Petacchi, che ha portato il tema all’attenzione delle istituzioni, chiedendo un confronto che ha coinvolto la Prefettura di Massa-Carrara, la Regione Toscana, gli enti competenti e le rappresentanze degli allevatori.
Quel lavoro ha consentito di trasformare una difficoltà vissuta quotidianamente dalle aziende agricole in un confronto istituzionale strutturato con l’assessorato regionale all’agricoltura mettendo al centro la necessità di individuare strumenti efficaci per ridurre le predazioni e migliorare le misure già messe in campo dalla regione Toscana
Il nuovo Piano faunistico venatorio regionale che, ricordiamo, ha avuto voto contrario da Forza Italia, affronta il tema della gestione della fauna selvatica attraverso un principio fondamentale: trovare un equilibrio tra tutela ambientale, conservazione della biodiversità e difesa delle attività agricole e zootecniche. La presenza del lupo è una realtà con cui dobbiamo confrontarci, ma proprio per questo servono strumenti adeguati, non risposte semplicistiche.
Gli ordini del giorno presentati in Consiglio regionale possono contribuire al dibattito, ma è importante ricordare che il lavoro della Regione su questo fronte non nasce oggi. Da tempo sono attivi strumenti di prevenzione, confronto e sostegno agli allevatori, attraverso un approccio che tiene conto della complessità del fenomeno e delle diverse caratteristiche dei territori.
La questione principale non è soltanto individuare nuove risorse, ma garantire che gli strumenti messi in campo siano realmente efficaci, accessibili e capaci di rispondere alle esigenze delle aziende, soprattutto quelle più piccole che rappresentano un presidio fondamentale nelle nostre montagne.










