
Da Cermec a Polo di Innovazione. Meloni: “Trasformiamo il sito in un Centro di Ricerca per valorizzare i rifiuti”
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Massa- “La rinuncia al biodigestore non deve rappresentare una smobilitazione, né un declassamento del ruolo di Cermec dentro RetiAmbiente nell’ATO Toscana Nord”. A dire questo Severino Meloni rappresentante dell’associazione Polis Lab.
“Al contrario,-prosegue-va intesa come un cambio di prospettiva che disegna una nuova e precisa vocazione industriale per il sito del Cermec. La proposta sul tavolo di RetiAmbiente non è un ripiego. Si tratta di un impianto “d’ambito”, strategico e moderno, dedicato interamente al trattamento, al recupero e alla valorizzazione delle frazioni secche multimateriale provenienti dalla raccolta differenziata. Questo significa, concretamente, dotare il nostro territorio di un centro all’avanguardia per la separazione delle componenti metalliche e per la selezione e cernita dei diversi tipi di plastica”.
Secondo Severino Meloni però questo non basta. “Se questo impianto deve diventare il cuore della valorizzazione della raccolta differenziata, una raccolta che vogliamo e dobbiamo spingere verso livelli sempre più alti e mirati, allora Massa-Carrara non deve limitarsi a essere il luogo fisico dove si separano i materiali. Dobbiamo diventare il luogo in cui si studia come valorizzarli al massimo. Per questo, la proposta forte e irrinunciabile del territorio deve essere quella di affiancare all’impianto un Centro di Ricerca per la valorizzazione dei materiali da filiera del riciclo.
Dobbiamo farlo stringendo una sinergia strutturale con le eccellenze del nostro territorio regionale, a partire dall’Università di Pisa. Immagino questo Centro come un volano di competenze: promuovendo borse di studio finanziate e offrendo ai giovani universitari la possibilità di sviluppare tesi di laurea sperimentali direttamente sul campo, dentro le nostre strutture. In questo modo, creiamo un legame virtuoso tra l’alta formazione, la ricerca scientifica e l’industria ambientale.
Massa-Carrara non sarà la periferia subalterna del piano dei rifiuti, ma un polo di innovazione capace di attrarre intelligenze e generare soluzioni d’avanguardia per l’economia circolare. Certo, il quadro complessivo si sta riorganizzando. Se la pianificazione per il trattamento dell’organico dovrà trovare risposte chiare altrove, ed è qui che il piano industriale, ancora in fase di approvazione, dovrà esprimere pienamente la sua lungimiranza, la stazione di trasferimento per la frazione RUR – Rifiuto Urbano Residuo – rimarrà a Massa, per poi essere indirizzata verso Pioppogatto, esattamente come già previsto dalla pianificazione di RetiAmbiente. È una scelta di pragmatismo e di rispetto delle regole d’ambito che non indebolisce la nostra posizione.
Davanti a questa transizione, la politica e le istituzioni locali hanno un dovere preciso. Non possiamo permetterci il lusso della passività, del rinvio o del rimpianto per ciò che non è stato.
È vero, il biodigestore è uscito dai piani, ma proprio per questo motivo il territorio ha il diritto e il dovere di pretendere che questo nuovo impianto multimateriale venga realizzato senza ulteriori indugi. È una scelta importante dal punto di vista ambientale ed è anche un’opera fondamentale per garantire l’autonomia ecologica, l’efficienza industriale e l’innovazione scientifica della nostra provincia.
Il tempo delle discussioni generiche è finito. Ora è il momento di pretendere la concretezza dell’investimento, di approvare un piano industriale solido e di dimostrare che Massa-Carrara sa governare il proprio futuro industriale. Senza subire le decisioni esterne, ma guidandole”.









