Breaking News





E’ un piccolo capolavoro di propaganda ben riuscita quello dello sbarco dei migranti a Marina di Carrara. Spieghiamo. Quando una nave raccoglie in mare dei profughi, il ministero dell’Interno assegna ad essa un porto sicuro per lo sbarco, che sistematicamente è a centinaia di miglia di distanza e preferibilmente amministrato dal centrosinistra. Come Marina di Carrara. Poi, una volta sbarcati e identificati, vengono caricati su pullman e spediti ai centri di accoglienza. Che sono, di solito, nel sud Italia, cioè a 6-700 chilometri di distanza. In pratica li fanno tornare indietro. Una logistica delirante.
Però “redditizia” per il governo: in un colpo solo punisce i migranti costringendoli a 4-5 giorni supplementari di navigazione dopo viaggi terribili e pericolosi; rende più difficile il lavoro delle Ong; mette in difficoltà i Comuni che ricevono le navi. Ma ottiene anche un altro risultato: una quantità di persone (lo si desume chiaramente dai commenti sui social media) è convinta che l’arrivo a Marina di Carrara dei migranti sia voluto, richiesto, o almeno auspicato, dall’amministrazione civica. E allora dagli alla sindaca “che prende soldi a ogni nave che arriva”, vai contro la sinistra, contro “i buonisti”, contro i migranti “che portano l’ebola”, avanti con proposte di “minare il mare” o “affondare le ong”. Non è così, ripetiamo: gli sbarchi a Marina li decide il ministro degli Interni Piantedosi e il governo Meloni, non la Arrighi e neanche “la Schlein”. Ma vaglielo a dire: la verità parallela (cioè il falso) prevale sulla realtà in questo capolavoro di inutile crudeltà.