
Universal Bench: il voto contrario nasce dall’assenza di una visione complessiva della città
Share your love
Massa- “Ho espresso voto contrario alla Variante urbanistica relativa all’area ex Universal Bench”. la consigliera del gruppo misto di opposizione Dina Dell’Ertole , non ha dubbi sul perché e lo spiega.
“Non perché sia contraria alla riqualificazione di un’area produttiva dismessa, ma perché ritengo che questa Amministrazione continui a governare le trasformazioni del territorio attraverso una successione di varianti puntuali, anziché all’interno di una pianificazione organica.
Il recupero delle aree dismesse è un obiettivo condivisibile e rappresenta un’alternativa al consumo di nuovo suolo. Tuttavia, interventi di questa rilevanza dovrebbero essere valutati all’interno di una strategia complessiva, capace di definire il modello di sviluppo della città, l’equilibrio tra funzioni produttive e commerciali, la tutela dell’ambiente, la mobilità e la qualità della vita.
Il Comune ha già avviato il nuovo Piano Operativo e il nuovo Piano Strutturale, gli strumenti chiamati a delineare il futuro urbanistico di Massa. Proprio per questo ritengo che scelte così significative dovrebbero trovare la loro naturale collocazione in quel percorso di pianificazione, anziché essere affrontate attraverso varianti che, una dopo l’altra, finiscono per modificare il disegno della città senza un confronto complessivo.
Nel corso del dibattito ho posto una domanda semplice: “Qual è l’idea di città che guida queste scelte?”
L’urbanistica non può ridursi alla somma di singole decisioni. Deve essere il risultato di una visione pubblica, nella quale ogni trasformazione sia coerente con l’interesse generale della comunità.
Le varianti urbanistiche sono strumenti previsti dalla legge e possono essere utili quando rispondono a esigenze straordinarie. Ma quando diventano il metodo ordinario di governo del territorio, è legittimo interrogarsi se non si stia progressivamente sostituendo la pianificazione con una serie di interventi episodici.
Una città non si costruisce una variante alla volta. Si costruisce attraverso una visione condivisa, capace di orientare lo sviluppo nel lungo periodo. È questa visione che oggi continuo a non vedere e che mi ha portato a esprimere un voto contrario”.











