Crisi e paura nel centro di Massa: un’altra serranda giù, se ne va anche Biolino

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di Aldo Antola

Massa- La crisi economica a Massa si fa sempre più grave e lo dimostrano le continue chiusure di serrande, specialmente nel centro e in particolare in quello storico. 

Le ultime notizie di questi giorni riguardano tre chiusure in pieno centro, tra cui quella clamorosa di Biolino. Il bar-ristorante, aperto da pochi anni e poi rilevato da proprietà cinese, era il fiore all’occhiello della città per la sua bellissima struttura e location. Situato nell’angolo nord di Piazza Aranci, con affaccio su via Dante, era moderno, illuminatissimo e con ampi spazi all’interno. Dava decoro anche alla famosa piazza con i suoi tavoli all’aperto. 

Le altre due chiusure recenti, sempre nella zona, riguardano negozi di abbigliamento. La città è sempre più vuota per diversi motivi. La crisi costringe molte famiglie a fare miracoli per arrivare a fine mese e questo si ripercuote sulle spese superflue, quelle che alimentano gli acquisti nelle passeggiate e nei momenti di relax.

Molte le lamentele degli esercenti, specialmente di quelli che con gli incassi del sabato sera o del fine settimana riuscivano a rimediare. 

“Abbiamo entrate molto più basse – ci hanno detto alcuni esercenti che, per ovvi motivi, non vogliono esporsi – specialmente dopo gli ultimi avvenimenti legati alla movida. Le famiglie non vengono più come prima, e lo stesso vale per molti giovani. Insomma, è aumentata anche la paura e con questo abbiamo calcolato 30 mila euro di entrate in meno”.

Dall’altra parte ci sono nuove attività che aprono, ma non compensano le chiusure. “Sono attività collaterali, alcune che ci fanno concorrenza, come i kebab che continuano ad aumentare – spiegano – altre come l’apertura di molti saloni per parrucchieri, o ancora veri e propri bazar. E poi nuovi supermercati di frutta e verdura, sempre gestiti da stranieri. 

Queste attività bilanciano in parte i supermercati, ma tolgono spazio ai negozi più piccoli, quelli cosiddetti di vicinato, che non possono più competere. Stanno invadendo progressivamente la città. All’inizio aprivano timidamente in periferia, adesso sono arrivati al cuore della città. Ci sono nuove aperture anche nelle storiche gallerie centrali, che effettivamente sono diventate sempre più deserte.  Anche se questo ormai è diventato un problema nazionale, Massa deve guardare a se stessa, alla sua crisi”. 

E tutto questo, legato alla crescente movida violenta di questi ultimi tempi, porta all’aumento della paura e alla desertificazione del centro città. 

“Insomma sentiamo sempre di più il problema legato alla sicurezza – continua il discorso – ci sono risse continue, specialmente qui in Piazza Mercurio dove c’è, anzi c’era, il maggior assembramento sia di persone che di bar-ristoranti: ben nove, tutti ravvicinati. Prima vedevamo nei fine settimana famiglie intere anche con bambini uscire e accomodarsi ai tavoli, ora non più”.

Tornando alle aperture di nuove attività, le osservazioni degli esercenti diventano più precise e puntuali. E hanno anche suggerimenti: agenti in pattugliamento a piedi, oppure un posto di polizia fisso, magari dalla sera alla mattina, nel cuore della città, dove sorgono i problemi. Per esempio ci sono locali chiusi in Piazza Mercurio.

“Ma quando si rilasciano certe autorizzazioni per nuovi locali non si potrebbe ragionarci di più e vedere come impostare gli spazi disponibili? Un tempo, prima di dare il permesso per aperture nuove, passavano mesi se non anni”, ci dice un altro cittadino che preferisce restare anonimo. Comunque, tornando alle serrande abbassate, il loro numero ora è veramente allarmante, preoccupante, perché si ripercuote sulla sicurezza.

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Redazione
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